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Oratori Lombardia: indagine “Gli adolescenti e la domanda di futuro”. Pagnoncelli, “incontro tra pragmatismo e passione”

La Chiesa non sembra essere in grado di intercettare e rispondere al meglio ai bisogni dei ragazzi. Se Papa Francesco riscuote grande fiducia tra i giovani, è l’istituzione da lui guidata a essere considerata distante. Anche perché, nel rapporto con le regole, essa cerca di imporsi. È questa l’opinione degli adolescenti lombardi secondo la fotografia scattata dall’ultima ricerca “Sguardi di Odl”, la collana di saggi sulle sfide educative e i giovani promossa dagli Oratori delle diocesi lombarde. Il dossier, dal titolo “Assetati di domani? Gli adolescenti lombardi e la domanda di futuro”, è stato presentato oggi nella sala conferenze del Palazzo arcivescovile di Milano. La pubblicazione, nata da un’idea degli uffici di pastorale giovanile delle diocesi lombarde, mira a ricostruire l’idea che hanno del futuro gli adolescenti nati nel mezzo della rivoluzione tecnologica e della lunga crisi economica. Un futuro non immune dai timori, come si evince dal dossier, bensì “tratteggiato da dimensioni di conflitto dove la progettualità non manca, ma sembra piuttosto mancare la dimensione del sogno”. Il saggio, incrociando diversi punti di vista (psicologico, pedagogico e vocazionale), poggia le riflessioni su un’indagine statistica realizzata tra gli adolescenti lombardi dalla società di ricerche Ipsos. Secondo il dossier, inoltre, la Chiesa è considerata dal 31 per cento dei ragazzi “non interessata ad ascoltare i giovani”, mentre per il 39 per cento “li ascolta sì, ma solamente per imporre regole non richieste”.
Così, emerge che solo l’1 per cento degli adolescenti indica come figura di riferimento una figura legata al mondo cattolico, come un parroco o un educatore. Il presidente dell’istituto di sondaggi Ipsos, Nando Pagnoncelli, intervenuto alla conferenza di presentazione del dossier, ha affermato. “Dalle interviste, è emersa una nuova gerarchia delle figure di riferimento dei nostri ragazzi, con i genitori che tendono ormai ad accentrare su di sé tutti i compiti educativi – ha detto Pagnoncelli, specificando che la ricerca ha visto il contributo non solo dei giovani, ma anche di genitori, educatori e pedagogisti -. Ma se la mamma si conferma la persona più importante nella crescita dei figli, abbiamo scoperto che il padre è diventato una figura che si presta spesso a delle critiche, perché risulta latitante o poco autorevole”. Secondo il presidente di Ipsos, la percezione del futuro dei giovani è definibile come “un incontro tra pragmatismo e passione, con un diffuso ottimismo legato all’idea di diventare grandi”. “Se è vero che i giovani guardano al futuro con idee chiare – ha spiegato Pagnoncelli -, è anche vero che il 40 per cento dei ragazzi si dice spaventato dall’incertezza, con un quarto di loro che rinuncia a priori ad investire sul proprio futuro”.

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