Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Festival di Cannes: mons. Viganò (Santa Sede), la settima arte “ha cercato Dio nelle pieghe del visibile”

“In alcuni miei studi ho sottolineato come il cinema abbia cercato Dio nelle pieghe del visibile, misurandosi con la sua presenza o con la sua assordante mancanza”. Mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria della Comunicazione della Santa Sede, studioso di cinema, prenderà parte il prossimo 25 maggio a un dibattito, all’interno del 70° Festival di Cannes, assieme al regista tedesco Wim Wenders. Al centro dell’attenzione ovviamente il cinema, arte che può aiutare ad accostarsi a Dio. L’Agenzia Sir ha intervistato in anteprima i due esperti a pochi giorni dalla loro partenza per Cannes. Viganò ha più volte richiamato le opere del regista tedesco, in particolare la rappresentazione poetica degli angeli in “Il cielo sopra Berlino” e “Così lontano così vicino”: perché è così legato alla figura degli angeli nel cinema? “Gli angeli tratteggiati da Wim Wenders” in questi due film, risponde mons. Viganò, “appaiono come segni di una provvidenziale presenza benevola del mondo spirituale. Sono molto legato al modo in cui il cinema ha provato a dare forma agli angeli, quelli lontani dal cascame devozionale, quelli che traggono origine dal testo biblico e dalla poesia di Dante oppure di Rainer Maria Rilke. Gli angeli, quelli di Wenders, ci ricordano che sono luce e movimento, così come lo è il cinema stesso, combinazione di fatto di luce e movimento”. “È probabilmente un dono della provvidenza, nella storia delle scoperte scientifiche, che il nome degli inventori del cinema sia proprio Lumière, luce appunto. ‘Nomen omen, il destino inciso proprio nelle pieghe del nome”.

© Riproduzione Riservata
Europa