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Messico: p. Solalinde, “1 migrante su 4 riesce ad entrare negli Usa”

Da quando Trump è presidente il 25% della popolazione migrante (su 500.000 presenti in Messico) riesce a raggiungere gli Usa. Donald Trump non può contenere la migrazione perché la frontiera non è controllata dagli Usa né dal governo messicano, ma dal crimine organizzato”. Lo dice al Sir padre Alejandro Solalinde,  fondatore del centro per migranti “Hermanos en el camino” (“Fratelli sulla strada”) a Ixpetec, nello Stato messicano di Oaxaca. “In entrambi i lati c’è corruzione.  Ci sono almeno quattro modi per entrare. La corruzione è il ponte dove passano i migranti, pagando. Circa il 25%  si sono arresi e stanno tornando al proprio Paese. Però il 50% sta decidendo se restare in Messico, almeno fino a quando ci sarà Donald Trump”. A suo parere la minaccia di Trump di ultimare la costruzione del muro “non serve perché è già tardi. I migranti sono già negli Usa: ci sono 34 milioni di messicani, con 11 milioni di migranti senza documenti e altri che continuano ad arrivare. Una popolazione che si sta moltiplicando per tre. Il volto nuovo delle Chiese cattolica ed evangelica negli Usa è migrante”.  E a proposito dell’Europa e della sua paura del terrorismo e del diverso: “Una cosa che manca all’Europa è una migliore conoscenza della storia della colonizzazione europea in Africa – afferma padre Solalinde -: l’Europa ha stabilito frontiere e creato conflitti storici, saccheggiato le ricchezze africane con le quali ha vissuto comodamente per tanti anni.  Bisogna distinguere tra i migranti che vengono a lavorare e che ricostruiranno una nuova Europa e i migranti terroristi che vengono per vendicarsi del danno che l’Europa ha causato all’Africa. C’è una sorta di vendetta, di rivincita, dell’Isis nei confronti dell’Europa, ma questo non ha niente a che vedere con i migranti: è una questione politica”.

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