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Comunicazione: Calabresi (La Repubblica), puntare al “giornalismo delle soluzioni”

“Se pensiamo di curare il pessimismo di oggi con le buone notizie siamo sulla strada sbagliata”. Non ha dubbi Mario Calabresi, direttore de “La Repubblica”, per il quale gli operatori della comunicazione devono “farsi carico del malessere che c’è, senza negarlo, ma riconoscendolo e cercando di trovare delle soluzioni, spiegando contesti e dando risposte”. Lo ha detto intervenendo all’incontro “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”, organizzato dall’Ufficio per le comunicazioni sociali del Vicariato di Roma con Paoline Comunicazione e cultura Onlus. “Il giornalismo delle soluzioni significa non farsi chiudere nella cupezza, nel panico irrazionale, nel circolo vizioso dell’angoscia, né, d’altra parte, contrapporre un’immaginetta di bene che alla fine verrebbe rifiutata. Vuol dire raccontare e far vedere la soluzione”, ha spiegato Calabresi per il quale “l’alternativa è possibile”. Nel suo intervento il direttore de “La Repubblica” si è poi soffermato sul tema della responsabilità che, ha detto, “chiama in causa i professionisti dell’informazione, ma anche ogni persona”. “Tutti oggi siamo comunicatori. Chiunque, con uno smartphone, può mettere in circolo immagini di violenza, ad esempio attraverso le dirette online di Facebook”, ha ricordato Calabresi che ha invitato per questo ad “avere sempre un grande senso di responsabilità quando si maneggiano gli strumenti della comunicazione e a capire dove è il limite”. Soprattutto nel contesto attuale in cui, a causa del flusso informativo, si è ridotto drasticamente “il tempo a per assimilare, comprendere, contestualizzare le notizie”.

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