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Card. Montenegro: “essere devoti a Maria significa volerla imitare. Una devozione che non diventa imitazione è inutile”

“Essere devoti a Maria significa volerla imitare. Una devozione che non diventa imitazione è inutile”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, presiedendo nella Chiesa Madre di Aragona (Ag) la celebrazione eucaristica al termine dei festeggiamenti in onore della Madonna di Fatima “Regina di Aragona”. “Non so se in questi giorni siete stati voi a fare compagnia a Maria o è stata Lei ad accompagnare voi nel cammino di riflessione e preghiera che avete vissuto con lo sguardo puntato su Maria che avete scelto come Regina di questa città”, ha osservato Montenegro, rilevando che “Maria è mamma, ed è una mamma regina. Questo vuol dire che siamo figli speciali”. “Noi festeggiamo lei, ma nello stesso tempo la sua è la nostra festa. Perché le apparteniamo ed è per noi un modello”, ha proseguito il cardinale, sottolineando che “ciò che piace a Maria è che noi facciamo la volontà di Dio”. “Non sempre l’essere cristiano corrisponde al fare la volontà di Dio”, ha ammonito, evidenziando che “tutti abbiamo bisogno di cambiare idea di Dio per riadattarla alla verità”. Per Montenegro, “abbiamo fatto della nostra fede una fede triste, fatta soltanto di norme da rispettare. Noi ci regoliamo con una domanda: ‘faccio peccato o non faccio peccato?’. Ma una fede così è pesante”. “La domanda che ci fa vivere la fede con gioia, invece, è ‘amo o non amo?’ – ha continuato – perché “l’amore dà gioia”. “Fare la volontà di Dio è essere capace di andare controcorrente”, ha aggiunto Montenegro.

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