“Uno di noi”: Carlo Casini, un piccolo seme per risvegliare l’anima dell’Europa

“Che almeno si apra un dibattito serio, che almeno l’Europa resti neutrale e non finanzi la distruzione di vite umane”. Carlo Casini, presidente onorario del Movimento per la vita, commenta così il senso della petizione “Uno di noi” di medici e giuristi che ha consegnato questo pomeriggio al presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. “È solo un piccolo passo, il realismo oggi non ci consente di chiedere di più”, aggiunge, appellandosi almeno a quel principio di precauzione che in Europa è unanimemente accolto in campo ecologico. L’impegno per la tutela degli embrioni umani pone anche una questione che “investe la democrazia nell’Unione europea”. La petizione degli esperti, infatti, si ricollega a quella popolare a cui la Commissione europea, dunque un organo esecutivo, non diede corso nel 2014, nonostante fosse stata sottoscritta da due milioni di cittadini di tutta l’Unione, il doppio di quanto richiesto dal nuovo istituto di democrazia partecipata (Ice, Iniziativa dei cittadini europei) secondo il Trattato di Lisbona. L’iniziativa dunque riparte dal Parlamento europeo. “Che l’Europa non incoraggi con il proprio denaro la morte di figli – afferma Casini – e i denari così risparmiati potranno essere destinati ad aiutare la maternità o la salvezza dei profughi che scappano dalla morte”. È “un seme da cui può essere risvegliata l’anima dell’Europa” e che chiede il sostegno di tutte le persone e gli organismi “che credono che l’Europa non sia solo un mercato”.

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