Notizie Sir del giorno: Francesco aiuta famiglia vittime rogo camper rom, seminario Dopo di noi, crescita firme 8xmille

Papa Francesco: conforto a famiglia vittime rogo camper rom. Elemosiniere Krajewski porta aiuto concreto

“Il Santo Padre ha voluto far giungere il suo conforto alla famiglia Halilovic, che ieri notte ha perso tre figlie nel incendio della loro roulotte nella periferia di Roma: oggi pomeriggio l’Elemosiniere Mons. Krajewski si è recato in visita per portare un saluto e un aiuto concreto ai genitori e agli otto fratelli”. Lo rende noto la Sala Stampa della Santa Sede. (clicca qui)

Dopo di noi: mons. Baturi (Cei), servono “spazi reali” per “raccontare la propria esperienza”

“La più grande paura dei genitori di persone disabili non è la morte ma l’abbandono. Prima non c’erano gli strumenti per farvi fronte, oggi ci sono”. Lo ha osservato mons. Giuseppe Baturi, sottosegretario Cei e direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi giuridici, intervenendo oggi al Seminario sul “Dopo di noi” in corso al Seminario arcivescovile di Bologna per iniziativa dell’Ufficio catechistico nazionale. “La Cei rappresenta l’unità delle Chiese italiane – ha chiarito – ma occorre che questa unità sia riconosciuta, si esprima visibilmente. Questo tema del ‘Dopo di noi’ necessita non tanto d’indicazioni da parte della Conferenza episcopale, ma di spazi reali in cui chiunque abbia iniziato tentativi o abbia idee possa raccontare la propria esperienza, affinché ci si possa riconoscere vicendevolmente nel tentativo di piegarsi sugli uomini e le donne che incontriamo. Così, l’unità delle Chiese che vanno incontro all’uomo acquista, grazie a questo seminario, una sua figura visibile ed eloquente”. (clicca qui)

Corea del Sud: vescovi al nuovo presidente Moon Jae-in

“Nell’ultimo anno abbiamo passato il tempo duro dell’impeachment e delle anticipate elezioni presidenziali. Ora il popolo ha eletto un nuovo presidente. Ora abbiamo bisogno di un leader che cammina la strada di vera pace e giustizia, valorizzando questi principi anche nei momenti di conflitti e confronti. Prego che il nuovo presidente diventi un grande leader che realizza la pace nella penisola coreana e lo sviluppo della gente coreana, radicando profondamente la democrazia nella nostra terra”. Comincia così il messaggio di congratulazioni che oggi l’arcivescovo Kim Hee-jung, presidente della Conferenza episcopale coreana, ha inviato al 19° presidente della Repubblica di Corea, Moon Jae-in, eletto ieri nelle anticipate elezioni presidenziali dopo che Park Geun-hye è stata accusata di corruzione e deposta con una procedura di impeachment. I vescovi coreani augurano al nuovo presidente di guidare “la nazione secondo lo spirito della Costituzione” e, in particolare, chiedono che la Corea sia sempre più un Paese in cui “anche i deboli nella società possono godere la dignità umana”; in cui “tutti possono esprimere la loro opinione apertamente senza limitazione della libertà del pensiero e della coscienza” e in cui “le persone di tutte le regioni possono partecipare agli uffici dello Stato senza discriminazione regionale”. (clicca qui)

Sovvenire: Calabresi (Cei), “cresce ancora nel 2017 la percentuale di firme 8xmille per la Chiesa cattolica”

Partecipazione 8xmille ancora in crescita e Offerte per il sostentamento del clero in ripresa. È il quadro per il 2017 delle due maggiori voci di sostegno economico alla Chiesa presentato al convegno nazionale degli incaricati diocesani, a Salerno. “La percentuale 2017 delle scelte 8xmille a favore della Chiesa cattolica verrà comunicata dall’Assemblea generale dei vescovi dal prossimo 22 maggio, ma si tratta di dati in crescita –sottolinea al Sir Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Cei -. Una conferma del trend positivo avviato dal 2016, con 80,9% di firme per la Chiesa cattolica, in ripresa rispetto all’80,2% del 2015”. Gli ultimi due anni si riferiscono alle dichiarazioni dei redditi 2013 e 2014, dunque registrano “l’effetto Francesco” (dal 13 marzo 2013, giorno dell’elezione al soglio pontificio), con l’ulteriore incremento di fiducia verso la Chiesa generato anche nei fedeli italiani. Confermato l’impegno della Cei a far crescere anche le firme complessive. “Sul fronte della partecipazione – sottolinea Calabresi -, siamo arrivati al 46%. Anche se l’obiettivo psicologico è quello del 50%, anche per rispondere sempre meglio al dibattito sulle scelte inoptate, tuttavia ci troviamo di fronte ad uno scoglio tecnico non indifferente da rimuovere con il modello CU (ex Cud). Oggi infatti oltre 12 milioni di pensionati, pur avendo diritto a partecipare alla scelta 8xmille, non sono più obbligati a consegnarlo e così rinunciano a firmare”. (clicca qui)

Ong e migranti: tutte le organizzazioni rispondono compatte e “a testa alta” agli attacchi contro la solidarietà

Un coro di voci compatto e unitario per chiedere a politici e media di smetterla con gli attacchi generalizzati, populisti e strumentali contro e le Ong e tutte le organizzazioni sociali che lavorano nell’accoglienza e nella solidarietà, per riportare verità e ricostruire un dialogo sereno. Lo hanno chiesto oggi a Roma durante un incontro pubblico aperto a politici e giornalisti #OngATestaAlta, organizzato da Aoi (Associazione organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale) e Forum terzo settore. “Noi non ci sottrarremo a nessun confronto – ha detto Silvia Stilli, portavoce di Aoi -. Chiediamo un’azione immediata, certa e trasparente da parte della procura di Catania e laddove emergano prove si perseguano i singoli soggetti. E chiediamo anche ai media di ricostruire un percorso sereno e fattivo, continuativo, oltre l’emergenza”. “Criminalizzare prima i migranti e poi chi li salva è un depistaggio per spostare l’attenzione da tutto quello che c’è prima, l’Africa, le guerre e la povertà”, ha precisato Luciano Scalettari, giornalista di “Famiglia Cristiana”, moderando l’incontro. Vincenzo Manco, presidente Uisp e rappresentante del Forum del terzo settore, ha denunciato “gli atteggiamenti strumentali di propaganda politica”, mentre Giovanni Lattanzi (Cocis) ha invitato a “tirare fuori le prove, se ci sono: ma non vogliamo illazioni o supposizioni. Se ci sono cose che non vanno togliamo il marcio e facciamo in modo di continuare a lavorare in serenità”. “Abbinare la parola salvataggio a illegalità è un accostamento ignobile – ha sottolineato Elisabetta Melandri del Cies -. Tutto ciò è pericoloso per la coesione europea”. (clicca qui)

Balcani: messaggio dei vescovi di Bosnia, Croazia, Slovenia, “Accordo di Dayton non ha generato pace e giustizia”

“L’Accordo di pace di Dayton ha fermato lo spargimento di sangue, ma non ha generato giustizia ed equità per tutti i cittadini del Paese, bensì un conflitto politico costante tra i soggetti nazionali e i politici che rende lo stato della Bosnia Erzegovina (BiH) sempre più instabile e senza prospettive”. Così scrivono tre vescovi di Slovenia (mons. Stanislav Zore), Croazia (mons. Vjekoslav Huzjak) e Bosnia Erzegovina (mons. Franjo Komarica) presidenti delle commissioni Justitia et Pax nei rispettivi Paesi, in una dichiarazione congiunta. Il testo ricorda gli interventi della Commissione per denunciare le “privazione dei diritti dei cittadini e dei popoli in BiH” e “l’organizzazione antidemocratica, irrazionale e disfunzionale dello stato multietnico di BiH” nato da Dayton. A preoccupare è “la drammatica situazione del popolo croato”, che ancora “manca per più del 45%” da queste terre e per oltre il 90% nella cosiddetta Repubblica Serba”. I vescovi chiedono che “per tutti i rifugiati e gli sfollati si creino le condizioni per un ritorno sicuro e sostenibile” e chiedono “una riforma costituzionale nel senso del federalismo, del decentramento, della sussidiarietà e della rappresentazione legittima dei popoli costituenti e delle minoranze nazionali”. (clicca qui)

Migrazioni: mons. Perego (Migrantes), “ancora morti. Necessario rafforzare azioni a tutela della vita delle persone”

Ancora 250 vite perse nel Mediterraneo, donne e uomini che cercavano di raggiungere l’Europa e una vita meno precaria. E il giovane del Mali morto suicida a Milano in attesa di protezione internazionale. “Tutti questi morti, in mare e in stazione, chiedono non di indebolire, ma di rafforzare alcune azioni a tutela della dignità e della vita delle persone forzatamente migranti. Queste morti chiedono di estendere il controllo e il salvataggio nel Mediterraneo come prima e costante azione finché il Mare Nostro resterà l’unica via di fuga per le persone migranti”. Lo scrive in una nota per il Sir mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e direttore generale della Fondazione Migrantes. “Chiedono, questi morti, un impegno deciso e immediato per e con la Libia, per e con i Paesi dell’Africa orientale e subsahariana, per una sicurezza nei loro Paesi e nei viaggi dai loro Paesi, oggi abbandonati ai trafficanti di esseri umani e a multinazionali senza scrupoli. Si tratta di allargare l’esperienza di corridoi e canali umanitari che le esperienze già in atto dicono possibili e che vedono l’impegno congiunto di istituzioni, società civile e Chiese. Chiedono ancora, questi morti, più sicurezza sociale per i migranti accolti in Italia e in Europa, perché per mesi e per anni non subiscano nuove umiliazioni e privazioni”. (clicca qui)

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