Periferie: mons. Zuppi (Bologna), “il cristiano non deve aver paura di contaminarsi”

“Se resti al chiuso ti ammali, come dice papa Francesco. Non bisogna avere paura di contaminarsi. Il cristiano non deve avere alcun timore di quello che può venirgli da fuori. Deve temere solo il male che gli può uscire dal cuore”. È il messaggio lanciato da mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, ieri sera all’incontro “Periferie: la bellezza che ancora non c’è”, organizzato a Rimini dal Progetto culturale della diocesi e dal Centro Paolo VI. Zuppi ha affermato di vedere la Chiesa “nella città, cioè nella comunità degli uomini, come un fiume che l’attraversa e non ha paura di sporcarsi attraversandola”. Una Chiesa pronta ad aprirsi a quelle periferie esistenziali che l’arcivescovo ha indicato nella solitudine, nella sofferenza, nelle molteplici emarginazioni e nella lontananza da Dio. E che “non può vivere senza la città degli uomini”, città dove “oggi si è molto più soli”. Perché se è vero che “oggi non ci sono più mura intorno ad esse, ne abbiamo però “costruite di nuove, invisibili, ma efficacissime. Lì ci invia papa Francesco”, ha sottolineato, ricordando l’invito del Pontefice ad andare nelle periferie “per capire il centro”.

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