Papa Francesco all’Isola Tiberina: Riccardi (Comunità di Sant’Egidio), “in un tempo segnato dalla guerra c’è bisogno dell vittoria della pace”

“L’incontro con lei ci porta al Vangelo e ai poveri. Oggi è l’anniversario del rapimento dei vescovi di Aleppo, che hanno pregato in questa chiesa. Per loro chiediamo liberazione con padre Paolo Dall’Oglio”. Così Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, ha dato il benvenuto a Papa Francesco, nella basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, a Roma, dove oggi pomeriggio il Pontefice presiede una preghiera per i “nuovi martiri”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio. “Oggi ci aiuta a sintonizzarci con il messaggio di questo luogo santo – ha proseguito Riccardi -, che custodisce le memorie di martiri cattolici, ortodossi, anglicani, evangelici, uniti nel sangue sparso per Gesù”.
“Di fronte ai nuovi martiri – ha ammesso il fondatore della Comunità di Sant’Egidio in noi c’è vergogna. Sono nostri contemporanei, a volte amici o commensali. Non si può restare centrati sull’amore della propria vita, in un mondo, in cui la guerra è madre di dolori e povertà, in cui si gioca con le armi, in cui i cristiani sono uccisi. Bisogna imparare la lingua dei testimoni del Vangelo, che non hanno salvato se stessi”. “I martiri – ha aggiunto Riccardi – ricordano che i cristiani non sono vincenti per potere, armi, denaro, consenso”, ma perché abitati “da una sola forza, quella umile della fede e dell’amore”. In un tempo segnato da violenza, guerra e terrorismo “c’è bisogno di vittoria: ma non dell’una o l’altra parte, ma della pace e dell’umanità”. “La nostra preghiera stasera accompagna e prepara il suo prossimo viaggio in Egitto, terra di martiri ma anche di dialogo”, ha concluso il fondatore della Comunità di Sant’Egidio.

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