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+++ Papa Francesco all’Isola Tiberina: Riccardi (Com. Sant’Egidio), “il grido dei rifugiati e il messaggio profondo del martirio al centro della visita” +++

“Due sono stati i vertici della visita di Papa Francesco alla basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina: il grido per i rifugiati, il dramma della chiusura, l’ingiustizia dell’Europa e un discorso allo stesso Vecchio Continente, da un lato, e il messaggio profondo del martirio, dall’altro”. Lo dice al Sir Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, a conclusione della preghiera per i nuovi martiri che si è tenuta stasera a Roma. “È sembrato – fa notare Riccardi – che il Papa si volesse immergere in un clima di luogo santo”. Francesco tra meno di una settimana andrà in Egitto, dove incontrerà anche Papa Tawadros II: “Il sangue dei martiri – osserva il fondatore della Comunità di Sant’Egidio – è decisivo nel tema dell’unità, perché, come diceva Giovanni Paolo II, nel sangue dei martiri siamo già uniti”.
Papa Francesco ha usato oggi parole molto forti verso la chiusura del nostro mondo occidentale. Cosa insegnano i “nuovi martiri” all’Europa di oggi? “L’Europa – risponde Riccardi – è chiusa all’altro ed è chiusa a Dio, ma è anche percorsa da religiosità vaporose e svuotate. Il Papa ci ha richiamato alla fede del Vangelo che è una fede concreta, che fa cadere i muri, ed è la fede per la quale sono morti i nuovi martiri”. Martiri che “richiamano la Chiesa ad essere povera, umile, umana, capace di essere profetica per la nostra Europa”.

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