Festa buddista Vesakh: Pontificio Consiglio dialogo interreligioso, “promuovere stile di vita che rifiuti violenza e rispetti la persona umana”

“Pur riconoscendo l’unicità delle nostre due religioni, verso le quali rimaniamo impegnati, concordiamo che la violenza scaturisce dal cuore dell’uomo, e che i mali della persona sfociano in mali strutturali”. Partendo da questa osservazione, il card. Jean-Louis Cardinal Tauran e mons. Miguel Ángel Ayuso Guixot, rispettivamente presidente e segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, nel messaggio ai buddisti, in occasione della festa del Vesakh/Hanamatsuri 2017, invitano a “un’impresa comune: studiare le cause della violenza; insegnare ai nostri rispettivi seguaci come combattere il male nei loro cuori; liberare dal male sia le vittime sia coloro che commettono la violenza; formare i cuori e le menti di tutti, specialmente dei bambini, ad amare e vivere in pace con tutti e con l’ambiente; insegnare che non c’è pace senza giustizia, né vi è vera giustizia senza perdono; invitare tutti a collaborare alla prevenzione dei conflitti nella ricostruzione delle società frantumate; incoraggiare i mezzi di comunicazione sociale ad evitare e combattere il discorso dell’odio, e i rapporti di parte e provocatori; incoraggiare le riforme dell’educazione per prevenire la distorsione e la cattiva interpretazione della storia e dei testi scritturistici; e pregare per la pace nel mondo percorrendo insieme la via della non violenza”. Di qui l’esortazione: “Cari amici, possiamo dedicarci attivamente a promuovere nelle nostre famiglie, e nelle istituzioni sociali, politiche, civili e religiose, un nuovo stile di vita in cui la violenza venga rifiutata e venga rispettata la persona umana. È in questo spirito che vi auguriamo nuovamente una pacifica e gioiosa festa di Vesakh!”.

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