Salute: Milano, prima sala MediCinema al Niguarda. Presentato uno studio realizzato con il Policlinico Gemelli

Anche al Grande Ospedale metropolitano Niguarda sarà realizzato il progetto di una sala cinema sensoriale firmata MediCinema. La sala, la prima di Milano, viene presentata a un anno dall’inaugurazione presso il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, dove è sorto il primo vero cinema integrato in una struttura ospedaliera in Italia. La Sala MediCinema – si legge in una nota – verrà realizzata nel Blocco Nord dell’Ospedale. L’annuncio arriva contestualmente alla presentazione dei risultati della prima fase dello studio sulla terapia di sollievo attraverso il cinema avviato un anno fa nella sala del Policlinico universitario dell’ospedale romano. Uscire dalla propria stanza e assistere a un film è un’esperienza terapeutica che aiuta a ridurre la percezione del dolore, portando sollievo ai pazienti e alle loro famiglie. Lo sanno bene al Policlinico Gemelli di Roma dove, da settembre 2016, è in corso lo studio osservazionale, condotto insieme ai ricercatori della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, coordinato da Celestino Pio Lombardi, direttore di Chirurgia endocrina dell’Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma e responsabile scientifico MediCinema Italia onlus, il quale conferma il grande potenziale terapeutico del cinema durante la cura in ospedale.

La prima parte dello “Studio clinico osservazionale sugli effetti della terapia di sollievo con il cinema durante la degenza ospedaliera e nell’approccio alla malattia” – condotto in collaborazione con il Centro Clinico Nemo e Spazio Vita-Aus Niguarda che si sono occupati di nuclei specifici di osservazione – ha interessato 240 pazienti del Gemelli e 20 pazienti del Niguarda. Le evidenze mostrano nei 240 pazienti del Gemelli che hanno partecipato alla “terapia con cinema”, di cui 120 bambini, un miglioramento tra il 20 e il 30 per cento nella percezione del dolore. È emerso che, a differenza dei pazienti rimasti in corsia, la maggior parte (ben l’80%) di quelli che hanno assistito ai film presentavano una riduzione significativa della percezione di trovarsi e sentirsi in ospedale, accompagnata dalla percezione di vivere in un clima emotivo che si avvicina a quello sperimentato a casa propria e, comunque, al di fuori del contesto ospedaliero. La visione del film riesce anche ad alleviare gli stati di tensione, insofferenza e rabbia, non rari tra i bambini ospedalizzati, e a ridurre i sintomi d’ansia, di depressione e dei disturbi di tipo psicosomatico (ad esempio il mal di pancia) presenti spesso tra i piccoli pazienti.

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