Ordinariato militare: mons. Marcianò in Kuwait, “ritrovare fraternità e pace”

“I nostri militari, dentro una coalizione internazionale, offrono la loro professionalità connotata da un’eticità che non li vede combattere, ma lottare per difendere, perché, a partire da una sicura libertà religiosa, si arrivi a desiderare e a ritrovare fraternità e pace”. Così l’ordinario militare per l’Italia, mons. Santo Marcianò, a margine della visita pastorale in Kuwait, dove si è recato per le festività pasquali. Il contingente italiano è impegnato nell’ambito dell’operazione “Prima Parthica”. Accolto dal comandante (dell’Italian National Contingent Command Air) e dal cappellano militare, il presule ha presieduto le diverse celebrazioni, concretizzando pure alcuni importanti colloqui. “Sono orgoglioso di essere il vostro vescovo – questo uno dei passaggi di Marcianò rivolto ai soldati italiani – voi lavorate per restaurare la fratellanza mondiale, siete qui per difendere l’identità nazionale, la cultura e i valori del Cristianesimo”. Nell’occasione l’ordinario ha avuto modo di visitare le infrastrutture della base di Al Salem, dove ha benedetto l’icona della “Madonna del deserto che scioglie i nodi”, opera realizzata da un ufficiale del contingente italiano. Ha inoltre benedetto i nuovi locali per il personale presso la base di Camp Arifjan. Altre tappe: prima l’incontro a Kuwait City con il nunzio apostolico, mons. Francisco Montecillo Padilla, e poi quello nella la base di Ali Al Salem, con una rappresentanza del contingente americano e canadese e i loro rispettivi cappellani militari. Nella celebrazione pasquale, alla presenza anche del personale dell’ambasciata italiana e di tutto il contingente italiano, ha conferito a due militari il sacramento della confermazione.

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