Diocesi: Lecce, riaperta la cripta della cattedrale. Mons. D’Ambrosio, “torna al suo splendore, anche grazie ai fondi dell’8xmille”

È stata riaperta la cripta della cattedrale di Lecce. “Torna al suo antico ma rinnovato splendore – ha detto l’arcivescovo Domenico D’Ambrosio, nella conferenza di presentazione dei lavori di risanamento – una testimonianza di fede, di arte e di storia della nostra città: la nostra Chiesa locale la riconsegna alla comunità perché sia conosciuta, amata e apprezzata. Non solo ai turisti che ogni giorno affollano i nostri monumenti sacri ma anche agli stessi nostri concittadini che non sempre conoscono questi tesori unici”. “La cripta di questa cattedrale – ha spiegato D’Ambrosio agli ospiti e alla stampa – è un racconto fatto di pietra e ciò che è stato scoperto durante questi lavori di restauro offre agli studiosi preziose fonti per la ricerca e l’indagine scientifica future”.
Poi, rivolgendosi in particolar modo ai ragazzi di una classe del liceo artistico cittadino intervenuti all’incontro, ha voluto sottolineare quanto sia importante il contributo delle famiglie italiane all’8 per mille. “È una provvidenza fondamentale – ha rimarcato -. Grazie all’8 per mille la Chiesa di Lecce non solo sostiene le mille povertà di questo territorio ma si sforza anche di conservare il patrimonio della storia e della cultura”. Dei quasi 600mila euro impiegati per il restauro della cripta, infatti, una buona fetta proviene dall’8xmille, un’altra parte dagli oneri di urbanizzazione che il comune riconosce alla curia di Lecce e un’altra quota è a carico della diocesi. Il progettista e direttore dei lavori, Giuseppe Fiorillo, responsabile anche dell’Ufficio beni cuturali della diocesi, ha poi presentato tecnicamente i lavori svolti. “Il restauro della chiesa sotterranea – ha illustrato – è parte di un progetto generale di recupero di tutta la cattedrale che necessita di interventi urgenti. Da due anni, però, la cripta versava in uno stato di preoccupante degrado. La pavimentazione era tutta rigonfiata a causa dell’umidità di risalita. Era necessario agire con urgenza. Sono state rimosse, selezionate, numerate per settore, ripulite e trattate una per una le quasi 12mila ceramiche maiolicate”.

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