Dottrina sociale della Chiesa: Zamagni (Pontificia Accademia delle Scienze), il mondo cattolico “torni a generare pensiero forte”

foto Siciliani-Gennari/SIR

“Il mondo cattolico ha sottovalutato il pensiero debole non pensando che esso genera una politica debole”. Lo ha detto l’economista Stefano Zamagni, membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze, durante la conferenza di presentazione degli atti del VI Festival della Dottrina sociale della Chiesa in corso oggi pomeriggio a Roma. “Il mondo cattolico – ha spiegato – ha la grave responsabilità di aver smesso di pensare. Mentre sul pensiero calcolante siamo diventati bravissimi, per esempio qualcuno dice che la democrazia dovrebbe essere efficiente e quindi vorrebbe eliminare i corpi intermedi. Ma questo è solo un modo per depauperare la democrazia e far trionfare il populismo”. Per l’economista, “il populismo non è la dittatura ma ne è l’anticamera”. “Negli ultimi anni – ha continuato – si è rotto il nesso fra la democrazia e il mercato. Oggi per crescere non c’è più bisogno di essere democratici. Nel 1992 gli Stati Uniti contribuivano al 20 per cento del Pil mondiale mentre la Cina solo il 5. Ora gli Stati Uniti sono scesi al 16 per cento a differenza della Cina che è salita al 18. Per svilupparsi non c’è più bisogno dei valori democratici. Questa situazione determina il populismo, che crede il ‘popolo del mercato’ più potente dello Stato”. Per cambiare il corso delle cose, secondo Zamagni, il mondo cattolico “deve tornare a generare il pensiero forte. Dove sono i Fanfani e i De Gaspari? Abbacinati dal successo immediato del pensiero calcolante abbiamo accettato il populismo”. “Se non usciremo da questa condizione, scivoleremo in una ‘democratura’”, ha concluso, riferendosi a una forma di “dittatura con la facciata di democrazia”.

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