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+++ Patriarca Bartolomeo al Sir: Pasqua comune, “ci ricorda la dolorosa divisione tra le Chiese cristiane” +++

“Non accade ogni anno, ma ogni volta che si verifica, rappresenta un potente segno che ci ricorda la dolorosa divisione tra le Chiese cristiane, così come la nostra vocazione e il nostro obbligo di adoperarci per una maggiore riconciliazione tra i credenti cristiani, per i quali Nostro Signore ha pregato nella notte del suo tradimento: ‘Che tutti siano uno’ (Gv 17,21)”. A sottolinearlo è il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, in un’intervista esclusiva al Sir, alla vigilia della Santa Pasqua, che quest’anno i cristiani di tutte le Chiese celebrano nella stessa data. Una coincidenza che raramente accade nella storia, in quanto gli ortodossi utilizzano il calendario giuliano, mentre protestanti e cattolici fanno riferimento al calendario gregoriano. “La verità – prosegue Bartolomeo – è che, quando siamo uniti nella nostra risposta alle sfide contemporanee e nel confrontarci con le crisi moderne, il nostro messaggio risulta sempre di gran lunga più potente e anche molto più credibile. Poiché la Risurrezione non è soltanto un simbolo di potere e di vittoria; è in primo luogo un segno dell’amore e della compassione di Dio. È per amore del mondo che Dio si è fatto uomo, si è incarnato, è morto per i nostri peccati, ed è risuscitato dai morti. Quando partecipiamo alla sua compassione divina, allora anche noi siamo in grado di sperimentare ed esprimere la convinzione che la vita è più forte della morte e la luce è più forte dell’oscurità”. La prossima Pasqua “comune” cadrà nel 2025 nell’anno in cui si celebreranno i 1.700 anni dal Concilio di Nicea (325) che fu il primo Concilio ecumenico di tutto il mondo cristiano ancora indiviso.

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