Otto marzo: Cagnola (giornalista), “le donne possano fare carriera, cioè essere al servizio della vita”

Le donne “possano fare carriera, non nel senso di raggiungere il potere, quanto, piuttosto, essere al servizio della vita, rendendo ragione di una loro ‘maternità’ intrinseca che è comunicare ed educare, pensare al futuro e passare il testimone”. È l’augurio espresso ieri pomeriggio da Marta Cagnola, giornalista di Radio24, nel corso della tavola rotonda “Il ‘genio femminile’ nella storia. Approccio interdisciplinare alla ‘Mulieris dignitatem’”, svoltasi alla Facolta “Auxilium” di Roma per celebrare la Giornata internazionale della donna. Commentando la lettera apostolica di Giovanni Paolo II, di cui nel 2018 ricorrerà il trentesimo anniversario della pubblicazione, suor Marcella Farina, docente di Teologia fondamentale all’Auxilium, ha voluto indicare tre coordinate fondamentali, caratterizzare dal “filo rosso” della gratitudine verso la donna. Innanzitutto “l’unione con Dio, alla luce di Maria, è vissuta dalle donne nel simbolo della maternità, come rapporto paradossalmente paritario”. Poi, “il rapporto Eva-Maria è espresso in termini positivi, in quanto Maria accoglie il mistero di Eva, la madre dei viventi, e la porta nel nuovo principio della Creazione”. E, infine, Farina ha rilevato “la dimensione della maternità-verginità che, a partire dall’esperienza fisica della donna, diventa simbolo e archetipo di un valore profondo della femminilità, come verginità del cuore, limpidezza della mente e integrità della vita, e la maternità è intesa come capacità di accogliere al vita, accompagnarne la crescita e disponibilità a lasciare che faccia il suo percorso”.

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