Migrazioni: Ungheria mette in carcere i richiedenti asilo. Scalabriniani, “preoccupazione per un’Europa sulla difensiva”

“La nuova legge votata dal parlamento ungherese prevede la detenzione obbligatoria di tutti i richiedenti asilo, inclusi molti minori, per l’intera durata della procedura di asilo. Una legge che viola il diritto internazionale e quello dell’Unione europea e che non fa che prolungare le sofferenze di chi è in fuga da violenze”. È la posizione che esprimono i padri Scalabriniani su uno dei temi in discussione nelle sedi europee. “Assistiamo a un’Europa che si sta ponendo sempre più sulla difensiva, dove il diritto d’asilo sembra ridotto a un optional”, afferma padre Alessandro Gazzola, superiore generale dei missionari Scalabriniani. “Al contrario esso è un pilastro della società civile, protetto com’è da convenzioni internazionali grazie alle quali è assicurato un adeguato trattamento e una sicura protezione alle persone in fuga da un Paese straniero per guerra o persecuzione”. L’Ungheria aderisce alle convenzioni internazionali come il resto d’Europa, si ricorda, ma, “approvando una simile legge, il parlamento ungherese di fatto viola questi accordi fondamentali”.
Padre Gianni Borin, responsabile dei missionari Scalabriniani di Europa ed Africa, aggiunge: “Il governo di Viktor Orban intende, forse, mostrare al popolo di essere all’opera contro l’immigrazione: una scelta di fronte a un’emergenza che ad oggi non c’è, stando ai dati”. “Provvedimenti, questi, che suonano simili ai ripetuti ordini esecutivi del presidente Donald Trump, quasi che, per affrontare un tema scottante come quello legato alla migrazione umana, vi fossero soluzioni facili, sbrigative o sproporzionate, come in questo caso”.

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