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Tagli a politiche sociali: Squillaci (Fict), rischio “ecatombe sociale”. In discussione “i diritti delle fasce deboli”

“Il patto scellerato tra Stato e regioni pone seriamente in discussione questi diritti per le fasce deboli, in particolare in alcune aree del Paese maggiormente in difficoltà, e rischia seriamente di compromettere il sistema di welfare che faticosamente si sta tentando di mettere in piedi sui territori”. Lo afferma Luciano Squillaci, presidente della Fict, con riferimento all’accordo siglato lo scorso 23 febbraio in Conferenza Stato-Regioni dal ministero dell’Economia per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica che prevede, tra l’altro, la riduzione dagli attuali 311 milioni di euro a 99 milioni di euro del fondo nazionale per le politiche sociali (Fnps). A ciò si aggiunga che anche il fondo per le non autosufficienze (Fna) verrà ridotto di 50 milioni di euro. “Una vera e propria ecatombe sociale – osserva Squillaci in un comunicato – che rischia di abbattersi, senza possibilità di scampo, su milioni di cittadini italiani appartenenti alle cosiddette fasce deboli della società”. Impressiona, prosegue la nota, che un simile taglio sia “frutto di un accordo, un patto scellerato, tra Stato e Regioni”, giacché queste ultime, “in particolare al meridione, sul trasferimento del fondo nazionale politiche sociali di fatto costruiscono la gran parte delle loro azioni territoriali”. La tabella 3 dell’accordo, titolata riduzione risorse 2017, precisa, “toglie oltre 211 milioni al Fnps e 50 milioni al Fna, quasi la metà di tutti i tagli realizzati ai trasferimenti, tra i quali, ad esempio, quelli per il miglioramento genetico del bestiame, o il fondo inquilini morosi”. Di qui la conclusione: “Ad oggi purtroppo i servizi per le persone in difficoltà non sono considerati essenziali, e come tali possono essere tranquillamente tagliati in caso di necessità”.

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