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Otto marzo: don Orione, “il femminismo è una parte importantissima della questione sociale” ed è “errore non comprenderlo”

“Oggi la donna entra dappertutto”. Nelle fabbriche, nelle scuole, nelle università, negli uffici postali… È lungo l’elenco che san Luigi Orione stilava in un suo scritto del 1920. In occasione della Giornata internazionale delle donne riemerge, dunque, dagli archivi dell’Opera Don Orione uno scritto profetico del fondatore. “Tutti posti – osservava il santo – che avvezzano la donna a lavorare fuori di casa, a fare da sé, a entrare in competenza coll’uomo, ad essergli preferita; onde una nuova situazione sociale”. E ancora: “Dalla questione femminile la sua attenzione si sposta sul tema della famiglia, sui sintomi allarmanti di una sua crisi e sull’ideale della famiglia cristiana, riproposto come via di rigenerazione morale. La donna è divenuta la maggioranza in tutti i paesi, e le donne non maritate saranno domani in Italia, le più numerose. È cristiano, è caritatevole occuparsi del femminismo o meglio della famiglia cristiana. L’attacco contro questa fortezza sociale che è la famiglia cristiana, custodita e mantenuta dall’indissolubilità del matrimonio, ora latente ancora, vedete che domani diventerà furioso. Il femminismo è una parte ed importantissima della questione sociale, e il nostro torto, o cattolici, è quello di non averlo compreso subito. Fu grande errore”.
“Troppa poca gente – proseguiva don Orione – ancora comprende la questione femminista. Confessiamolo francamente, noi cattolici abbiamo trattato il femminismo con una leggerezza deplorevole”.

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