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Diocesi: mons. Caiazzo (Matera), “don Galante era un ‘sorriso di Dio’ che malattia e sofferenza non sono stati capaci di spegnere”

“Lo chiamavo ‘sorriso di Dio’. Un sorriso che la malattia e la sofferenza non sono stati capaci di spegnere”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, celebrando in cattedrale le esequie di don Gino Galante, morto domenica a 78 anni. “Don Gino, come la terra, ha saputo accogliere i benèfici doni del cielo lasciandosi fecondare e divenendo capace di promuovere vita e gioia”, ha detto mons. Caiazzo nell’omelia, sottolineando che “da quando l’ho conosciuto, ho colto in lui qualcosa di speciale, di unico”. “Si avvertiva che ciò che animava la sua vita, facendolo rimanere sempre giovane, era la Parola che ruminava quotidianamente, la pregava e, lui stesso, per tutti noi, è stato la bocca di Dio che ha parlato”, ha proseguito l’arcivescovo, evidenziando che “è stata proprio la preghiera il polmone che ha permesso a don Gino di restare in profonda comunione col Signore e con se stesso”. Consapevole del tumore che ormai aveva invaso tutto il corpo, don Galante “nella preghiera – ha aggiunto – non ha chiesto a Dio di essere guarito ma di essere capace di portare la croce fino in fondo”. L’arcivescovo ha voluto esprimere un “grazie” a don Gino, “perché hai amato il tuo ministero sacerdotale, la tua Chiesa e i tuoi confratelli. Perché sei stato uomo di preghiera e povero, guardando ai bisogni dei poveri. Perché più che pensare a te stesso hai saputo guardare ai bisogni degli altri”. “Grazie per il tuo sorriso contagioso e disarmante”, ha concluso Caiazzo.

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