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Consulta femminile: Corradi (coordinatrice), “vogliamo parlare di temi universali, ma con lo sguardo di donne

“Anche se siamo nate il 23 giugno 2015, abbiamo voluto aspettare di essere un gruppo vero e legato al suo interno, prima di presentarci”. Lo ha detto oggi, in Sala Stampa vaticana, Consuelo Corradi, pro-rettore alla ricerca e ai rapporti internazionali della Lumsa e coordinatrice della Consulta femminile, nata per volontà del card. Gianfranco Ravasi all’interno del Pontificio Consiglio della cultura. La Consulta ha attivato al suo interno dei gruppi tematici e dal loro lavoro è nato il numero speciale di “Culture e fede” che è stato presentato sempre oggi. La pubblicazione, ha ricordato Corradi, approfondisce quattro temi: “Andare incontro ai giovani, al loro peculiare linguaggio, alla loro esperienza, forza e fragilità”; “Superare le disparità di accesso al lavoro e di remunerazione, che ancora esistono persino nei paesi dove le ragazze hanno tassi di istruzione più elevati dei maschi”; “Sostenere la presenza positiva delle donne nelle religioni”; “Gettare un ponte verso le culture maschili”. “Esiste – ha sottolineato Corradi – lo sguardo delle donne, un tempo delle donne, un modo di vivere la vita umana proprio delle donne. Non è un discorso ideologico quello che noi portiamo dentro la Consulta; piuttosto portiamo la nostra esperienza concreta di madri, mogli, compagne, lavoratrici; profili di vita, provenienze diverse, religioni diverse, confronto tra credenti e non credenti nella concretezza delle nostre vite”.

Come mostra uno dei temi affrontati nel numero monografico di “Culture e fede”, quello sulle culture maschili, “la Consulta – ha evidenziato la coordinatrice – non vuole occuparsi solo di donne, ma abbiamo l’ambizione di parlare di temi universali con uno sguardo femminile”. Corradi, infine, ha sottolineato l’importanza del dialogo con le nuove generazioni.

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