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Card. Vallini: agli universitari, “il compito del cristiano non è fare proseliti, ma seminare la gioia”

“Il compito del cristiano non è fare proseliti, ma seminare la gioia”. Lo ha affermato ieri il cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, incontrando presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore studenti, docenti e personale di atenei e centri di ricerca della Capitale. Parlando di “Laici cristiani nella città”, Vallini ha invitato i presenti alla comunione, a lavorare insieme superando divisioni. La stessa Roma ha bisogno di avvertire una “esperienza di comunione intensa e io – ha rilevato il cardinale – ho fiducia che saranno i giovani a farlo”. Per essere punti di riferimento nella polis da credenti bisogna essere laici “che hanno qualcosa da dire con coraggio ma senza imporre nulla”. Il cardinale vicario ha aggiunto che i laici romani, intesi come appartenenti alla Chiesa di Roma, devono “presiedere all’unità nella carità e nell’amore in questo mondo che ci fa un po’ pena per le cattiverie, le ingiustizie, le calunnie e le violenze. Essere Chiesa, infatti, significa “ritrovarsi, apprezzarsi, arricchirsi e trarre giovamento gli uni dagli altri – ha osservato Vallini – così che si possa percepire l’appartenenza alla Chiesa come qualcosa di prezioso”. E i sacerdoti devono “aiutare a superare con impegno una visione chiusa di Chiesa, limitata e circoscritta”. Secondo il cardinale, “per testimoniare in maniera credibile” in mezzo ai coetanei bisogna “essere se stessi nella semplicità del cuore”. Vallini ha invitato i giovani a dedicare spazio a silenzio e riflessione, richiamando le parole di Papa Francesco: “Non dimenticate di tenere il Vangelo sul comodino al posto del telecomando”.

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