Sud Sudan: il vescovo ausiliare di Juba, “no alla preghiera nazionale indetta dal presidente”

“Perché dovrei partecipare alla preghiera nazionale dove non c’è santità, dove non c’è pietà? È una beffa sentire il presidente del Paese fare appelli alla preghiera mentre allo stesso momento, i suoi soldati stanno dando la caccia alla gente lungo il Sud Sudan”: lo ha dichiarato all’emittente Voice of America mons. Santo Loku Pio Doggale, vescovo ausiliare di Juba, capitale del Sud Sudan, respingendo l’invito del presidente Salva Kiir a partecipare alla giornata di preghiera nazionale indetta il 10 marzo per pregare per la pace nel Paese, sconvolto dalla guerra civile. “Prego ogni giorno per il Sud Sudan – ha detto -. Ma la preghiera indetta da Salva Kiir non la capisco e non la capirò mai. A meno che non mi trascini di peso non parteciperò mai a questa preghiera. Perché è una preghiera politica. È una presa in giro”, riferisce l’agenzia Fides. Il vescovo ausiliare di Juba ha ricordato che sono gli stessi militari fedeli al presidente ad avere causato lo sfollamento delle popolazioni Lango, Acholi, Madi, Kaku, Kuku nelle regioni dell’Equatoria e delle popolazioni Shilluk nell’Alto Nilo: “Intere popolazioni sono espulse dalla loro terra ancestrale mentre i loro beni e risorse sono depredate” ha concluso.

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