Mezzogiorno: mons. Nunnari (emerito Cosenza), “il Sud muore ogni giorno di più, dalla politica solo proclami”

“Il Sud muore ogni giorno di più, la Chiesa lo dice sempre a voce alta, dalla politica e dalle classi dirigenti locali solo proclami”. A dichiararlo al Sir è monsignor Salvatore Nunnari, arcivescovo emerito di Cosenza ed ex presidente della Conferenza episcopale calabra. “I giovani di oggi hanno più coraggio e grinta nell’affrontare il mondo rispetto ai loro padri”, sostiene il vescovo, secondo il quale “veniamo da una tradizione politica non risolutiva dei problemi: Cassa del Mezzogiorno e ad altri interventi emanati in questi anni. Oggi qualche speranza può venire dalla conferenza tra Confindustria e Sindacati. Ma è assurdo pensare come i fondi provenienti dall’Europa in questi anni siano rimasti lettera morta per l’inadempienza non solo politica ma anche per l’inefficienza di una burocrazia impreparata, inefficace e distratta”. Nell’ultimo convegno delle Chiese del Sud celebrato a Napoli, ricorda il presule che è anche componente della Commissione permanente carità e salute della Cei, “i vescovi hanno affrontato la penosa congiuntura della disoccupazione e dello smarrimento dei giovani e delle famiglie. I giovani avrebbero mille motivi per arrendersi di fronte a questa società e alla mancanza di lavoro eppure non lo fanno. Hanno coraggio, vanno all’estero. Sono più tenaci dei loro padri”. “Chi parla male dei giovani è vecchio dentro perché non li conosce”, il monito di Nunnari: “La Chiesa riconosce che nonostante la diffusa crisi sociale essi non si sono arresi e resta al loro fianco con concreta, vigile, paterna vicinanza”. “Nel mutamento dello scenario internazionale degli ultimi decenni il Mezzogiorno ha l’occasione di diventare un territorio economicamente autonomo e ridurre la maggior parte dei suoi problemi sociali”, la proposta: “Chi si candida a governare accetti questa sfida”.

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