Giornata europea dei Giusti: Milano, 25 nomi nel “Giardino virtuale”. Religiose, missionari, partigiani

Il “Giardino virtuale dei Giusti”, inaugurato oggi a Milano, spiegano da Gariwo, “vuole ampliare il più possibile la diffusione del messaggio dei Giusti di tutto il mondo dedicando un albero a tutti coloro che hanno saputo rispondere al richiamo della coscienza con atti di resistenza morale e coraggio civile”. L’uso delle nuove tecnologie “permette di superare i limiti di spazio e di tempo, i confini fisici e geografici, per fornire soprattutto ai giovani strumenti di conoscenza adeguati per riflettere sulla storia passata e sul presente”. L’educazione e la formazione civile delle nuove generazioni “è l’unico vero baluardo per la prevenzione dei genocidi e degli altri crimini contro l’umanità, una speranza per il futuro che può nascere solo nella consapevolezza delle sfide del presente”. La Giornata europea dei Giusti è stata celebrata in centinaia di città, una cinquantina delle quali in Italia. Fra i nomi inseriti oggi nel Giardino virtuale spiccano figure come quella di suor Enrichetta Alfieri, superiora delle suore della Carità nel Carcere di S. Vittore a Milano e nota come “l’angelo dei carcerati”, che “ha cercato di aiutare fino all’estremo ebrei e detenuti politici”. Arrestata a sua volta per la sua attività nella Resistenza, è stata salvata dalla fucilazione grazie all’intervento del cardinale Schuster e internata a Grumello del Monte fino alla fine della guerra.
Milano oggi ha ricordato anche Mario Borsa, giornalista, collaboratore di testate internazionali, antifascista, primo direttore del Corriere della Sera dopo la Liberazione. E ancora: don Eugenio Bussa, prete milanese che accolse e nascose nella colonia di Serina (Bergamo), che aveva fondato nel 1943, bambini ebrei e perseguitati politici; madre Donata Castrezzati, suora milanese, superiora delle Suore delle Poverelle dell’Istituto per anziani Luigi Palazzolo dal 1938 al 1952, la quale accolse e nascose nell’istituto ebrei e perseguitati politici, salvandoli dalla deportazione durante l’occupazione nazifascista. Tra i nomi citati, dell’epoca della guerra ma anche recente (con nuove testimonianze di figure prodigatesi per la giustizia e contro ogni violenza e discriminazione), il missionario don Francesco Cavazzuti, il frate padre Placido Cortese, don Piero Folli (parroco a Voldomino), il partigiano Giancarlo Puecher.

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