Migranti: Bartolo (medico), “Lampedusa è il salvagente di un’Europa sorda”

“La speranza che qualcosa possa cambiare la vedo a cominciare dai lampedusani, dal sentirsi loro il salvagente di un’Europa sorda. Dalle mamme che accorrono con latte e pigiamini quando sanno che c’è stato un parto in barca, a volte con cordone ombelicale legato con lacci di scarpe”. Pietro Bartolo, medico impegnato a Lampedusa la cui esperienza di vita e di lavoro è stata raccontata dal film “Fuocoammare”, ha fornito la sua testimonianza al teatro comunale “Eliodoro Sollima” di Marsala, dove il 2 marzo è stato presentato il libro che ha scritto con la giornalista Lidia Tilotta dal titolo “Lacrime di sale”. Durante l’evento sono state lette alcune pagine del libro, poi sul maxischermo immagini e testimonianze: le sofferenze di un medico che ispeziona centinaia di cadaveri, la gioia per un malato che guarisce, il suo dolore per chi muore mentre gli presta soccorso. È intervenuto anche Lamin giunto in Sicilia per cercare una vita migliore: “Dovevo decidere tra morire sparato in Libia o morire annegato, ho scelto il mare”. Gift, Favor, Mustafa hanno perso i loro genitori, adesso vivono in comunità o in famiglia: “Sono persone, è così che le dobbiamo chiamare, non clandestini – ha detto Bartolo –. Contrastiamo le bugie che si raccontano, non sono terroristi, non portano malattie, possono essere invece una risorsa per tutti noi. La priorità è quella di evitare un genocidio”.

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