Fossa comune in Irlanda: mons. Neary (Tuam), “scioccato, inorridito e rattristato”

Parole di choc, terrore, dolore quelle pronunciate da monsignor Michael Neary, arcivescovo di Tuam, la cittadina irlandese dove alcuni anni fa è stata scoperta in una ex casa di suore una fossa comune in cui sono stati ritrovati almeno 800 corpi di bambini. Un gruppo di esperti ha confermato ieri che, in base all’analisi del Dna di alcuni dei resti, i bambini avevano tra le 35 settimane e i tre anni. Il Sir se ne era già occupato nel 2014, quando ci fu la scoperta. Così il vescovo dichiarava all’agenzia: “Sono scioccato, inorridito e rattristato nell’apprendere quanti bambini sono deceduti. Questo indica un periodo di grande sofferenza e di dolore per i più piccoli e le loro madri”. “Posso solo immaginare – aggiungeva l’arcivescovo – l’enorme prova emotiva che le madri hanno sofferto nel dare i loro bambini in adozione o peggio ancore nell’essere testimoni della loro morte. Molte di queste giovani donne vulnerabili erano già state respinte dalle loro famiglie. Il dolore e la frustrazione che hanno sopportato vanno oltre la nostra capacità di comprendere. È troppo difficile poter afferrare la loro impotenza e la sofferenza mentre osservavano morire i loro amati bambini”. La macabra scoperta è stata fatta in una casa gestita dalle suore del Bon Secours a Tuam, in Irlanda, dove erano appunto accolte tra il 1925 e il 1961 le madri non sposate e i loro figli considerati illegittimi. “Indipendentemente dal lasso di tempo in questione – concludeva l’arcivescovo Neary – si tratta di una questione di forte impatto sull’opinione pubblica alla quale deve essere dato seguito con urgenza”.

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