Evangelii gaudium: don Campedelli, “il Vangelo della gioia mette la grazia prima del peccato e afferma un primato dell’umano”

Uno spettacolo di burattini per spiegare la Evangelii gaudium. È l’iniziativa portata avanti da don Marco Campedelli, parroco, insegnante ma anche maestro burattinaio e poeta. Lunedì 20 marzo alle 20.30, porterà in scena il suo spettacolo al patronato don Bosco di Motta di Livenza. “La Evangelii gaudium è un po’ il programma del ministero pastorale di Papa Francesco ed esprime soprattutto questa dimensione: un Vangelo della gioia, che mette la grazia prima del peccato e afferma un primato dell’umano. Cioè, non c’è nulla dell’umano che non sia degno dello sguardo di Dio”, spiega, in un’intervista pubblicata sul Sir, don Campedelli, per il quale “c’è una antropologia positiva e un’antropologia della grazia, non quella che insiste solo sul peccato e sull’errore”.


Dall’esortazione apostolica “viene fuori una Chiesa che si rinnova e una Chiesa che ritorna alla festa. Ma anche una Chiesa povera e dei poveri. C’è anche l’idea di una Chiesa – come dice anche il Concilio – che guarda il mondo con simpatia e speranza; una Chiesa aperta che va incontro al mondo e lo abbraccia – sottolinea il sacerdote -. Inoltre, Papa Francesco ha sempre molto a cuore il sentirsi parte di un popolo. Non vuole appartenere ad una casta. Il suo trono non è il trono di Costantino ma la barca del pescatore di Galilea”. Ci sono dei temi, osserva don Marco, su cui “Papa Francesco ha aperto la via per un ripensamento. Penso alla riflessione sulla possibilità del diaconato per le donne o alla questione dei ‘viri probati’. Francesco è un uomo che pensa e si chiede ‘perché no?’. Dopo il tempo dell’enfasi sulle chiavi di Pietro, Francesco ha capito che quelle chiavi non sono per chiudere ma per aprire. A lungo queste chiavi hanno chiuso. Ora Papa Francesco le usa per aprire le porte delle coscienze e del cuore delle persone”.

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