Notizie Sir del giorno: card. Parolin ai giornalisti, fame nel mondo, Aldo Moro, Eurostat su richiedenti asilo

Giornalismo: card. Parolin (Vaticano), “non cedere a tentazione sensazionalismo a ogni costo”

“Non cedere alla tentazione del sensazionalismo e della rapidità a ogni costo, che può tradursi in oggettiva diffamazione, ledendo quella dignità umana che invece è inviolabile”. È l’appello che il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, ha rivolto oggi ai giornalisti in occasione della benedizione della nuova sede del Consiglio nazionale dell’Ordine, a Roma. Parolin ha messo in guardia dal “rischio di strumentalizzare le notizie per scopi moralmente inaccettabili”, come pure “dall’assecondare la logica che declassa le buone notizie a non notizie”. “Al contrario – ha sottolineato – fate conoscere quanto di bene viene ideato e compiuto nel mondo, perché è necessario costruire e gettare ponti di dialogo e non allargare fossati d’indifferenza”. (clicca qui)

Fame nel mondo: Roy (Caritas), “dare cibo e lavorare su cause conflitti, prima che sia troppo tardi”

“Serve una coscienza mondiale più forte che si renda conto che l’umanità è in pericolo. Bisogna agire prima che sia troppo tardi. Dare cibo è assolutamente necessario però bisogna lavorare sulle cause dei conflitti”. Così Michel Roy, segretario generale di Caritas internationalis, commenta in un’intervista al Sir l’allarme dei giorni scorsi dell’Onu: il mondo sta vivendo la peggiore crisi umanitaria dal 1945. A rischio 20 milioni di persone, che non hanno cibo a sufficienza a causa della carestia. Gli effetti peggiori sono in Sud Sudan, Somalia, Yemen e Nigeria. “Il mondo non si preoccupa del benessere dei poveri – afferma -. Non so se è la peggiore crisi dal 1945 ma sicuramente è una situazione molto problematica. Le Nazioni Unite hanno parlato di carestia in 4 Paesi ma ce ne sono di più in difficoltà. Le ragioni sono dovute principalmente ai conflitti o ai cambiamenti climatici, entrambi provocati dall’azione umana”. Eppure la comunità internazionale e l’opinione pubblica rispondono poco. (clicca qui)

Aldo Moro: Agnese Moro (figlia), il perdono “è una scelta” per “rompere con la giostra dell’odio”

“Il perdono va a vantaggio di chi lo dà, infinitamente più che a vantaggio di chi lo riceve. Quando si subisce un torto, infatti, soprattutto se questo torto è grave, si resta prigionieri di sentimenti fortissimi e terribili come il rancore, la rabbia, l’odio. Senza che ce ne accorgiamo questi stati d’animo prendono il sopravvento e diventano padroni della nostra vita, tenendoci bloccati nel passato, lì dove tutto si è compiuto. Il torto subito si ripete continuamente nella nostra mente, come se avvenisse oggi, facendoci rivivere ogni giorno quel medesimo dolore”. È la testimonianza di Agnese Moro, figlia terzogenita dello statista democristiano ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978, di cui oggi (16 marzo) ricorre il 39° anniversario del rapimento. Perdonare, aggiunge Agnese, “è una scelta”, “una decisione, la decisione di rompere con la giostra dell’odio e della dittatura del passato che ne consegue”. (clicca qui; con una nota di Paolo Bustaffa e le riflessioni degli storici Guido Formigoni e Paolo Trionfini)

Ue: Eurostat, un milione e 200mila richiedenti asilo nel 2016. Sei su dieci fanno domanda in Germania

(Bruxelles) Nel corso del 2016 i richiedenti asilo nei Paesi Ue sono stati un milione e 204mila, “una cifra leggermente inferiore a quella del 2015, quando i richiedenti una protezione internazionale furono un milione 257mila, mentre nel 2014 erano stati circa la metà, ossia 562mila”. Lo certifica Eurostat, con i dati diffusi oggi per tutti i 28 Stati aderenti all’Unione. I siriani (334mila) rappresentano oltre un terzo dei richiedenti totali, seguiti da afghani (183mila) e iracheni (127mila). I dati scorporati per Paese evidenziano come “sei richiedenti asilo su 10 (722mila persone) avanzino la loro domanda in Germania”, seguita a lunghissima distanza dall’Italia (121mila), e poi da Francia, Grecia, Austria. (clicca qui)

Simposio Ccee giovani: un sussidio in 12 punti per “accompagnare i giovani nell’Europa di oggi”

Un sussidio in dodici punti in preparazione al simposio sui giovani che si terrà a Barcellona dal 28 al 31 marzo promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), in collaborazione con la Conferenza episcopale spagnola e l’arcidiocesi di Barcellona. Intitolato “Camminava con loro (Lc 24,15). Accompagnare i giovani a rispondere liberamente alla chiamata di Cristo”, all’incontro parteciperanno circa 250 partecipanti tra vescovi, responsabili per la pastorale giovanile, scolastica, universitaria, vocazionale e della catechesi delle Conferenze episcopali in Europa e si confronteranno sul tema dell’accompagnamento dei giovani con l’aiuto del sussidio. Il simposio di Barcellona si propone di “cercare il modo di impegnarsi nella situazione attuale in Europa e di capire come affrontarlo, accompagnando i giovani come Gesù fece con i discepoli sulla via di Emmaus”. (clicca qui)

Fascismo: Tg2000 mostra in esclusiva foto strage Debre Libanos in Etiopia

Una foto inedita che documenta la strage compiuta dai soldati italiani nel monastero ortodosso etiope di Debre Libanos nel 1937. Il Tg2000, il telegiornale di Tv2000, mostra in esclusiva uno scatto storico con i monaci che attendono di essere caricati sui camion che li avrebbero poi portati sul luogo delle fucilazioni. Un massacro dimenticato avvenuto per mano fascista 80 anni fa. Nessuno sapeva che della strage del monastero di Debre Libanos qualcuno avesse scattato delle foto. Nel maggio del 1937, in Etiopia, alcuni soldati italiani fucilarono per rappresaglia 2000 persone inermi tra monaci e pellegrini ortodossi (449 secondo il rapporto ufficiale). L’ordine venne dato del viceré Rodolfo Graziani. Fu il generale Pietro Maletti ad eseguire il comando. Tv2000 ha dedicato un docufilm al massacro, con documenti e testimonianze inedite a cura del giornalista Antonello Carvigiani, per la fotografia di Andrea Tramontano. Ora, per la prima volta, il Tg2000 mostra anche l’immagine di quella strage, grazie a Luigi Panella, appassionato di storia del colonialismo italiano in Africa. (clicca qui)

Etna: Branca (Ingv-Oe), “l’esplosione di oggi un fenomeno molto raro, ma il rischio c’è sempre”

“Quello che è successo oggi sull’Etna è un piccolo ‘accidente’ che può capitare: si tratta di fenomeni poco frequenti che si verificano per l’improvvisa vaporizzazione di acqua, in questo caso neve, al contatto con la colata lavica, che è molto calda”. Lo spiega al Sir Stefano Branca, responsabile del monitoraggio vulcanologico dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv-Oe), commentando quanto è avvenuto oggi in località Belvedere (bordo occidentale della Valle del Bove), a circa 2700 metri di quota sul mare. Dieci i feriti. (clicca qui)

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