Irlanda: messaggio dei vescovi per la festa di san Patrizio, “pregare per i migranti e dar prova di ospitalità e accoglienza”

Dedicare il giorno della festa di san Patrizio a tutti quei migranti che nel mondo sono costretti a fuggire dalle loro terre mettendo a rischio la loro stessa vita. È la proposta lanciata quest’anno dall’arcivescovo di Armagh e primate d’Irlanda, monsignor Eamon Martin, nel messaggio pubblicato oggi per la festa di san Patrizio che gli irlandesi in tutto il mondo celebrano domani, venerdì 17 marzo.

“Consapevoli che il nostro Apostolo nazionale ha incontrato l’Irlanda come migrante, porgo un saluto speciale ai nuovi irlandesi, ai molti migranti che hanno costruito la loro casa in mezzo a noi. Céad mile failte romhaibh!”. Inizia infatti così il messaggio di mons. Martin. “Sollecitati dalla situazione di migliaia di sfollati in tutto il mondo – prosegue l’arcivescovo – pensiamo a Patrizio come al rifugiato dimenticato (così una volta lui stesso si è definito), schiavo dell’esilio. Patrizio, il migrante irregolare. Molti dei nostri connazionali rimangono senza documenti in vari Paesi del mondo e in alcuni casi si sentono vulnerabili e trattati con sospetto. Come popolo irlandese, non possiamo pensare a san Patrizio senza riconoscere le enormi sfide umanitarie e pastorali che pongono il numero crescente di persone sfollate e senza regolare permesso di soggiorno nel nostro mondo. Si tratta di una situazione che è drammaticamente esemplificata dalla crisi dei profughi qui in Europa. Vi invito pertanto a pregare oggi per i rifugiati e per tutte le famiglie sfollate e a favorire, ovunque ci si trovi, quella ospitalità e accoglienza di cui gli irlandesi sono famosi in tutto il mondo”.

Il pensiero di Martin si rivolge anche a quanti sono impegnati su questo fronte. “Quando pensiamo ai viaggi insidiosi che molti migranti sono costretti a fare – scrive nel messaggio – non possiamo non ricordare anche quanti dedicano la loro vita alla protezione dell’umanità. Saluto a questo proposito l’enorme lavoro della marina irlandese, che ha soccorso migliaia di migranti provenienti dal Mediterraneo”.

Solo rileggendo l’esperienza di vita di san Patrizio, si può capire perché il Santo Patrono dell’Irlanda fosse così vicino ai più vulnerabili e a quanti oggi sono schiavi dei “trafficanti di esseri umani” continuando a incoraggiare gli irlandesi a “lavorare per porre fine allo sfruttamento che sta accadendo ancora oggi”.

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