Germania: mons. Hesse (Amburgo), immigrati “illegali”, “lo Stato deve rispettare ogni dignità umana”

L’arcivescovo di Amburgo, mons. Stefan Hesse, responsabile della pastorale per i migranti e i rifugiati della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) ha detto che “lo Stato può espellere i clandestini. Ma non può negare loro ciò di cui hanno bisogno per una vita decente”. I vescovi tedeschi richiedono cure mediche decenti anche per gli immigrati “illegali”, ha sottolineato Hesse durante una riunione odierna a Berlino del Forum cattolico “Leben in der Illegalität” (Vivere nell’illegalità), istituito dalla Dbk 13 anni fa: “spesso la loro situazione è drammatica”, ha ribadito il presule. Secondo le stime, sono mezzo milione attualmente gli immigrati illegali in Germania. Hesse ha evidenziato che gli immigrati illegali rimangono in pendenza di espulsione anche se necessitanti cure mediche, e anche se hanno diritto alle cure d’emergenza. Questo comporta che molti di loro esitino ad andare dal medico, anche se in “pericolo di vita”. Ma lo Stato “deve rispettare ogni dignità umana”, ha detto Hesse, che ha chiamato la politica a farsi carico degli immigrati illegali, tra cui donne incinte alle quali si deve assicurare una assistenza sanitaria di base, per completare la gestazione. Per Hesse questo compito non deve essere lasciato a iniziative di volontariato, come i servizi medici per i migranti dei Malteser. E se “il dovere dello Stato è di regolare le questioni di ingresso e soggiorno”, Hesse ha sottolineato che “tuttavia, questo non può essere risolto con il mancato rispetto della dignità individuale delle persone sanzionate”.

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