Diocesi: Rieti, mons. Pompili ai lavoratori Elexos, “resistere al male e all’ingiustizia facendo leva su se stessi, senza accontentarsi”

Mons. Pompili celebra la messa con gli operai della Elexos

È stata celebrata ieri da monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, una messa con i lavoratori presso la Elexos, l’azienda nata nello stabilimento ex Schneider Electric dopo che la multinazionale francese ha scelto di portare altrove la produzione, che vede oggi impiegati 43 operai, tornati a lavoro dopo una lunga vertenza. “Un segnale positivo rispetto al problema della disoccupazione, che continua ad affliggere il territorio reatino”. A questa “possibilità di riscatto” si è rivolto il vescovo nell’omelia, rilevando che “tendiamo a essere dei brontoloni che si lamentano spesso, e talvolta giustamente, per le cose che non vanno, ma poi ci lasciamo andare alla realtà e finiamo per soccombere. “Una lamentazione non diventa mai azione, ma solo uno sfogo senza effetti anche perché intuiamo che ad andare fino in fondo dovremmo cambiare anche noi. E allora è più comodo buttarla in ‘caciara’. La colpa è sempre della controparte e noi si fa quel che si può”. Sullo sfondo la figura biblica di Geremia, che “suggerisce di resistere al male e all’ingiustizia facendo leva su se stessi, senza accomodarsi e senza accontentarsi”. “Il lavoro – ha ammesso il vescovo – è una questione scottante oggi. Come accade spesso, è introvabile. E quando c’è è a rischio. Non è solo una questione economica, ma tocca l’identità profonda della persona che è chiamata a fare la sua parte in questo mondo”. Di qui l’esortazione a “non vivacchiare”, ma a “lasciarci attrarre dal lavoro, che è il nostro modo di rendere migliore il mondo”.

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