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Traffico esseri umani: Patriarcato ecumenico e Chiese di Inghilterra, “ci pentiamo della nostra cecità e indifferenza”

Un appello ai leader di governo e ai capi di Stato perché perseguano coloro che sono coinvolti nel traffico di esseri umani, impediscano ogni forma di schiavitù moderna e proteggano le vittime. E la creazione di una task-force dove la Chiesa ortodossa e la Chiesa di Inghilterra possano unire le loro forze e collaborare insieme per combattere questa “crudele forma di sfruttamento”. Si è conclusa con la firma di una Dichiarazione congiunta il Forum internazionale sulla schiavitù moderna che si è svolto a Istanbul, nella sede del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli al Fanar, su iniziativa del patriarca Bartolomeo e dell’arcivescovo di Canterbury Justin Welby. Dal titolo “Peccati davanti ai nostri occhi”, il Forum nasce anche nel contesto del 2017 che è stato dichiarato dal Patriarcato ecumenico come “l’Anno della santità dell’infanzia” e nella Dichiarazione le Chiese ricordano come a essere vittime innocenti di traffico e contrabbando di essere umani, prostituzione, vendita di organi umani sono soprattutto i bambini e le donne. “Qualunque cosa la Chiesa dice, qualunque cosa la Chiesa fa, viene fatto in nome di Dio e per il bene della dignità umana”, ha detto il Patriarca Bartolomeo nel suo intervento al Forum. “È impossibile per la Chiesa chiudere gli occhi al male, essere indifferente al grido dei bisognosi, degli oppressi e degli sfruttati. La vera fede è fonte di lotta permanente contro le potenze di disumanità”. “La schiavitù è intorno a noi”, ha quindi aggiunto l’arcivescovo Welby, “ma noi siamo troppo ciechi per vederla. È nelle nostre mani, ma siamo troppo insensibili per toccarla. Gli schiavi sono accanto a noi nelle strade, ma siamo troppo egoisti per camminare al loro fianco. La schiavitù è una realtà che non può e non deve essere relegata in una nota in calce della storia”. “Il nostro peccato sta nella nostra cecità e nella nostra ignoranza”. Da qui la condanna contro ogni forma di schiavitù umana e la richiesta alla comunità internazionale di fare ogni sforzo per combatterla. Come Chiese – si legge nel messaggio – “ci pentiamo per non aver fatto abbastanza e rapidamente per arginare la piaga della schiavitù moderna, riconoscendo che la nostra ignoranza e la nostra indifferenza sono le peggiori forme di tolleranza e complicità. Siamo giudicati ogni giorno da quello che ci rifiutiamo di vedere e non riusciamo a fare per i più vulnerabili tra noi”.

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