Ucraina: mons. Sviatoslav Shevchuk, l’incontro a L’Avana ha rotto il silenzio sulla “guerra dimenticata” nel Donbass

La Dichiarazione firmata da Papa Francesco e dal Patriarca di Mosca Kirill un anno fa a L’Avana ha rotto il silenzio del mondo sulla guerra in Ucraina. Ad affermalo è Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica di Ucraina, in una lunga intervista rilasciata all’agenzia “Risu” e tradotta in italiano dal portale del Sismografo. “Posso affermare – dice mons. Shevchuk – che tale crescita del livello di interesse verso l’Ucraina è stato dato personalmente da Papa Francesco. Pertanto l’incontro tra il Papa ed il Patriarca a Cuba sono stati una sfida e un’occasione allo stesso tempo per la nostra Chiesa e per la società ucraina”. “Un frutto importante dell’incontro a L’Avana – spiega il capo della Chiesa greco cattolica ucraina – è stato l’attivazione del dialogo della nostra Chiesa con la Sede Apostolica. Certamente anche prima di questo evento cercavamo sempre di trasmettere al Vaticano la verità sulla guerra in Ucraina. Tuttavia, dopo di questo, la comunità mondiale ha potuto vedere di nuovo il nostro dolore, ricordare la ‘guerra dimenticata’ in Ucraina”.

Mons. Shevchuk parla nell’intervista dell’iniziativa di aiuto umanitario chiamata “Il Papa per l’Ucraina” con la quale il Santo Padre ha donato “una somma considerevole dei suoi soldi personali”. Un segno di vicinanza e solidarietà che poi ha dato avvio al passo successivo con l’appello a tutti i cattolici d’Europa di fare una colletta per le necessità delle vittime della guerra in Ucraina. C’è stato, poi, il viaggio del cardinale segretario di stato vaticano Pietro Parolin in Ucraina nel corso del quale ha affermato che “il conflitto in Ucraina deve essere risolto sulla base del diritto internazionale”. Sua Beatitudine Shevchuk mette in guardia dal rischio che “Mosca possa strumentalizzare il Santo Padre e collocarlo dalla sua parte. Questo è l’elemento della guerra ibrida contro l’Ucraina”. Ma poi aggiunge: “ La diplomazia vaticana al momento è riuscita a rimanere sopra il conflitto. Nonostante questo irriti Mosca e deluda noi. Noi, chiaramente, vorremmo che la Santa Sede si mettesse dalla nostra parte in modo univoco ed esclusivo”. “Tuttavia – conclude – nemmeno noi dobbiamo cedere alla tentazione di strumentalizzare la Sede Apostolica e di non valorizzare le azioni relative della sua diplomazia verso i nostri interessi nazionali, per quanto siamo riusciti a farlo”.

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