Scuola: Fidae Piemonte e Valle d’Aosta, un nuovo sito per creare “rete”

La Fidae (Federazione istituti di attività educative) del Piemonte e della Valle d’Aosta ha un nuovo sito, nel quale le scuole cattoliche di Piemonte e Valle d’Aosta potranno non solo trovare informazioni utili, le circolari e la normativa di settore, ma anche uno spazio per formarsi e condividere idee e progetti innovativi in campo educativo. Non è solo una novità tecnica, ma è un passo ulteriore nella direzione della realizzazione di una rete delle scuole cattoliche più forte e più capace di raccontarsi anche all’esterno. La pagina web, infatti, rispecchia, dal punto di vista metodologico, quanto realizzato nel corso dell’ultimo anno dal Consiglio della Fidae Piemonte e Valle d’Aosta, che ha favorito la formazione di 10 gruppi di lavoro, per condividere le best practice che ogni scuola ha realizzato e per crescere, attraverso questo scambio, nella qualità del proprio servizio. A maggio, la Fidae Piemonte e Valle d’Aosta organizzerà un convegno sulle buone pratiche della scuola cattolica piemontese e valdostana. La parola “rete” è una parola chiave nel programma della Fidae del Piemonte e della Valle d’Aosta di questo triennio. “La rete – afferma padre Vitangelo Denora, presidente regionale Fidae – non è solo un fatto organizzativo e pratico, ma rappresenta un valore apostolico: essa rende il nostro progetto più ampio, più entusiasmante, più bello, più forte!”.
In Piemonte come paritarie ci sono 574 scuole dell’infanzia, 75 scuole primarie, 55 secondarie di I grado, 78 secondarie di II grado per un totale di 782 scuole e 64.103 alunni (40.709 all’infanzia, 11.208 alla primaria, 5.851 alla secondaria di I grado e 6.335 nella secondaria di II grado). Quelle chiuse in Piemonte nel corso del 2016: sono state circa 70, ossia il 9% del totale, “aldilà del numero, che riassume la perdita non solo di alunni ma anche di posti di lavoro per il personale docente e non docente – sottolinea la Fidae -, ciò rappresenta la drammatica perdita culturale e sociale di una originalità e di una ricchezza che sono alla base del nostro Paese e che dovrebbe continuare a esserlo. Per frenare questa emorragia è necessario che le scuole si rafforzino legandosi in una rete che possa mettere a fattor comune innovazione, formazione, progetti”. “È necessario evidenziare – conclude padre Denora – la nostra identità di scuola pubblica, parte integrante di un sistema che non la pone in alternativa, ma a complemento dell’offerta formativa statale. Occorre capire che senza i nostri istituti il sistema intero viene impoverito e con esso il contributo alla crescita del nostro paese e dei giovani in un settore fondamentale come quello dell’istruzione. Un approccio condiviso all’opinione pubblica nazionale per un settore altrettanto strategico come quello della sanità e che si è già consolidato in molti paesi europei”.

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