Fascismo: Tv2000, da docu “Debre Libanos” alcuni Comuni cambiano nome a Via Maletti

Alcuni Comuni italiani stanno riflettendo sulla possibilità di cambiare nome alla via intitolata al generale Pietro Maletti, medaglia d’oro al Valor militare, ma anche esecutore della strage, ordinata dal viceré Rodolfo Graziani, nel monastero etiope di “Debre Libanos”, il 19 maggio 1937, dove vennero uccise oltre 2mila persone tra fedeli e monaci. Il documentario “Debre Libanos” di Tv2000, realizzato da Antonello Carvigiani, ha raccontato quello che risulta essere il più grande massacro di religiosi e fedeli cristiani avvenuto in Africa, attraverso testimonianze e documenti storici.
Da qui la decisione del Comune di Castiglione delle Stiviere, dove Maletti era nato il 24 maggio del 1880, di inoltrare alla Prefettura di Mantova l’autorizzazione per cambiare il nome della via intitolata proprio al generale. In questi giorni, la Prefettura ha concesso il nulla osta al cambio della toponomastica. A breve, la via sarà intitolata a Maria Montessori.
“Su stimolo dell’amministrazione – ha detto il sindaco di Castiglione delle Stiviere, Alessandro Novellini, ai microfoni del Tg2000, il telegiornale di Tv2000 – ma anche su sollecito di cittadini e associazioni come la Croce Rossa che ci ha segnalato il documentario di Tv2000, abbiamo avviato prima una riflessione e poi preso questa decisione molto serena e decisa. Quello che è oggi Castiglione delle Stiviere lo deve ai valori della Croce Rossa e a San Luigi Gonzaga. La nostra storia viene da quei valori e questo ha inciso sulla nostra decisione”. “È un atto che dimostra una presa di coscienza di un passato, che è un passato nostro, di cui è bene essere consapevoli – ha commentato Renata Salvarani, storica del Cristianesimo e originaria di Castiglione delle Stiviere -. Tv2000 ha fatto la sua parte perché grazie a un documentario ha riportato alla luce una vicenda che dal punto di vista degli studi, penso a Ian Campbell, è completamente ricostruita nella sua atrocità, nella sua freddezza e nella sua disumanità”.

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