Diocesi: Bergamo, presentato il progetto “Leggere l’edificio sacro”

Oggi, presso la curia diocesana di Bergamo si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di “Leggere l’edificio sacro – Un progetto editoriale di guide per le chiese della nostra diocesi”. Proseguendo uno storico cammino, il progetto viene oggi rinfrescato con una nuova grafica e arricchito con diverse sottosezioni e strumenti divulgativi. Quattro diverse collane, tra cui una dedicata agli itinerari e una alle chiese contemporanee, per accompagnare turisti e fedeli nella lettura degli edifici sacri di cui la terra bergamasca è ricca. “Un lavoro, grazie al quale la diocesi vuole rispondere all’interrogativo che la comunità cristiana tiene sempre vivo rispetto ai propri beni culturali: annunciare il Vangelo attraverso la bellezza dischiusa dai propri capolavori – si legge in una nota -. Il progetto prende avvio da un’esigenza proposta dai visitatori della nostre chiese, e in misura forse non troppo diversa, dagli stessi fedeli. La richiesta cioè di essere accompagnati nella lettura dell’edificio sacro: la sua storia e le vicissitudini che lo hanno attraversato, l’architettura che lo contraddistingue, i linguaggi delle diverse opere di arte che lo abitano”.
“Il ricco patrimonio di beni culturali della diocesi di Bergamo è una risorsa preziosa non soltanto per il culto ma soprattutto come strumento per l’evangelizzazione. La sua valorizzazione è oggi facilitata anche dalla diffusione di nuovi strumenti e iniziative didattiche e divulgative che permettono a questi capolavori di parlare agli uomini e alle donne di oggi mostrando, attraverso la bellezza delle opere, la preziosità del Vangelo”, spiega mons. Vittorio Nozza, vicario episcopale per i Laici e la Pastorale. “Attraverso il suo quotidiano lavoro, l’Ufficio Beni culturali, mentre si occupa di accompagnare e guidare le parrocchie nel doveroso compito di cura e conservazione delle opere, vuole anche promuovere e favorire la sensibilizzazione della comunità riguardo al valore e al significato dei beni culturali ecclesiastici. Un lavoro che si realizza grazie anche alla comprensione delle immagini, dei luoghi e dei simboli che l’arte ha utilizzato per esprimere il sacro nel lungo cammino di trasmissione della fede”, sottolinea don Fabrizio Rigamonti, direttore dell’Ufficio Beni culturali.

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