Cardinale Sepe: “sconfiggere l’indifferenza e superare logori stereotipi” per il bene dei giovani

“È la passione per l’uomo che chiama i cristiani all’impegno. Dal Sud si alza ancora una volta una voce, la voce delle sue Chiese. Lo richiedono i tempi e le nuove sfide. Lo richiede la tensione verso il bene comune che deve sconfiggere in particolare al Sud il crescere di un individualismo esasperato. Tutto nell’ottica sinergica di forze che non mancano”. Lo dice il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli e presidente della Conferenza episcopale campana, in un’intervista contenuta nel libro di Massimo Milone, direttore di Rai Vaticano, “Dal Sud per l’Italia. La Chiesa di Papa Francesco, i cattolici, la società”(Guidaeditori). Il volume sarà presentato domani a Napoli, nell’ambito della conferenza stampa nella quale saranno illustrati il programma e le finalità del convegno “Chiesa e lavoro. Quale futuro per i giovani nel Sud?”, promosso l’8 e il 9 febbraio nel capoluogo partenopeo dalle Chiese di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Attraverso l’intervista il cardinale rivolge un appello ai giovani: “Non scappate. Il Mezzogiorno ha un appeal potenziale enorme. Il sociale con le sue reti sta operando come formidabile produttore di comunità. Nuova, diversa, solidale, responsabile”. Certo, ammette il porporato, “ora serve uno scatto di reni. Un piano complessivo e concreto. Fatto anche di risposte piccole ma continuative da parte delle istituzioni, della politica, dell’imprenditoria, della borghesia. Lasciando alle spalle interessi personali o lobbistici, che hanno negli anni tradito le speranze e i progetti e svenduto il futuro”.

“La Chiesa – evidenzia il card. Sepe – mette al centro della sua azione pastorale la ricerca del bene comune con l’obiettivo di far riscoprire a tutti, cattolici e laici, quel senso di cittadinanza e di dignità comunitaria, entrando in dialogo con le anime più profonde del Mezzogiorno e del Paese”. Ma, conclude l’arcivescovo di Napoli, “occorre che in molti sconfiggano l’indifferenza e superino logori stereotipi. Altrimenti racconteremo ai nostri giovani altre bugie”.

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