Balcani: mons. Cirimotic (Caritas Macedonia), “impegno a favore dei poveri”. “Cattolici, un ponte tra le fedi”

(dall’inviato a Skopje) “La situazione economica e sociale nel nostro Paese è piuttosto problematica. La povertà è diffusa, uno stipendio medio mensile equivale a circa 250 euro, mentre le pensioni arrivano a 120 euro. Per queste ragioni la Caritas ha sempre molto da fare”. Mons. Antun Cirimotic, direttore di Caritas Macedonia, racconta al Sir la realtà quotidiana del Paese balcanico, che conta poco più di due milioni di abitanti. I cattolici sono circa 15mila: la grande maggioranza della popolazione è di fede ortodossa, mentre un quarto circa sono i fedeli musulmani. “Noi cattolici possiamo rappresentare un piccolo ponte per il dialogo tra le religioni”, afferma mons. Cirimotic, che poi passa a raccontare dell’attività della Caritas. “Siamo impegnati a sostenere famiglie indigenti, disoccupati, zingari. E poi c’è l’attività nei campi di accoglienza dei profughi”, giunti dalla “rotta balcanica”. Il sacerdote spiega: “Solo a Skopje ci sono oltre 20mila rom. È la parte più povera della popolazione, vivono in abitazioni spesso fatiscenti, hanno bisogno di aiuti materiali”. La Caritas della capitale distribuisce a chi ne fa richiesta viveri e vestiti. “I vestiti ce li portano i nostri sostenitori, sono abiti dismessi ma ancora utilizzabili. Il cibo, invece, lo acquistiamo con gli aiuti delle Caritas estere, come quella tedesca, francese e italiana”.

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