Media e migranti: Bellu (Carta di Roma), “in campagna elettorale più toni allarmistici. Radiare giornalisti che violano regole”

L’aumento delle notizie “ansiogene” e dei “toni allarmistici” sull’immigrazione stanno creando “un nuovo cocktail di insicurezza e di paura”, “in perfetta coincidenza con le campagne elettorali per il voto”. Lo afferma il giornalista Giovanni Maria Bellu, presidente dell’Associazione Carta di Roma, introducendo il quinto rapporto annuale su media e immigrazione curato insieme all’Osservatorio di Pavia, in collaborazione con l’Osservatorio europeo per la sicurezza, presentato oggi a Roma. Dopo un paio di anni in cui i toni allarmistici si erano abbassati, con più servizi positivi sugli stranieri, nel 2017 il trend si è di nuovo invertito: “In quest’anno pre-elettorale – osserva Bellu – le paure alimentate da un’idea della politica fondata sulla ricerca del consenso facile e immediato sono state assecondate”. Anche il fatto che il discorso d’odio (hate speech) e le fake news proliferino soprattutto sui social, secondo Bellu, “non assolve il sistema dei media ma al contrario lo chiama a maggiori responsabilità”. Casi emblematici sono state alcune “violazioni colpose” della Carta di Roma (il codice deontologico dei giornalisti su come trattare il tema immigrazione), seppur diminuite in generale: alcuni titoli come “Bastardi islamici” sono stati segnalati ai consigli di disciplina o hanno determinato l’avvio di procedimenti penali. Ma mai hanno portato alla radiazione dall’Ordine dei giornalisti. Bellu giudica perciò “necessario e urgente che i giornalisti italiani – cioè l’Ordine e il sindacato – affrontino con decisione la questione dell’effettività delle regole deontologiche: chi non vuole rispettare la realtà dei fatti e preferisce mettersi al servizio della propaganda politica non deve potersi fregiare del titolo di giornalista”. Mentre Gian Mario Gillio, della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), registra un generale “analfabetismo religioso” in Italia e chiede una “Carta d’Assisi” per il pluralismo religioso che fornisca indicazioni utili “per far comprendere agli addetti ai lavori la questione religiosa, oggi fortemente legata al tema delle migrazioni”.

 

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