Marcia per la pace: mons. Beschi (Bergamo), “simbolo di presenza nelle periferie esistenziali”

“Si tratta di un dono che mi auguro raccolga non solo molte persone, ma diventi espressione di un sentirsi popolo che abita le terre esistenziali dell’uomo fin nelle periferie della fragilità”. Lo ha detto il vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi, presentando oggi, in conferenza stampa, la prossima Marcia della Pace, che si svolgerà a Sotto il Monte, il 31 dicembre. Sarà lui a presiedere la Messa conclusiva, mentre durante il cammino alcuni vescovi e una pastora protestante terranno le riflessioni, scandite in quattro tappe. In linea con il tema della Marcia “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”, saranno proprio alcuni migranti e rifugiati o volontari di progetti di accoglienza e integrazione a pronunciare le loro testimonianze personali. Una marcia che, secondo il vescovo, può diventare “occasione di sostegno nell’impegno della vita cristiana, alla luce della testimonianza e della santità dell’indimenticato Pontefice, che torna oggi a consegnarci la responsabilità della pace nella società e dell’ecumenismo nella Chiesa” ma anche un “momento per rivivere la Pentecoste dello spirito del Concilio Vaticano II”. Un appuntamento controcorrente, una scelta alternativa, di riflessione, di denuncia e di impegno, secondo don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi. “Una scelta alternativa ai veglioni e cenoni per ricordare a se stessi e a tutti che il nuovo anno deve vederci impegnati, ogni giorno per la pace”.

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