Papa Francesco: udienza, “sono stato molto toccato dall’incontro con i rifugiati Rohingya”

foto SIR/Marco Calvarese

“Sono stato molto toccato dall’incontro con i rifugiati Rohingya e ho chiesto loro di perdonarci per le nostre mancanze e per il nostro silenzio, chiedendo alla comunità internazionale di aiutarli e di soccorrere tutti i gruppi oppressi e perseguitati presenti nel mondo”. Oltre che nella catechesi, il Papa ha citato i Rohingya anche durante i saluti ai pellegrini di lingua araba, salutando in particolare quelli provenienti dalla Giordania, dalla Terra Santa e dal Medio Oriente. “Chi non soffre con il fratello sofferente, anche se è diverso da lui per razza, per religione, per lingua o per cultura, deve interrogarsi sulla sincerità della sua fede e sulla sua umanità”, il monito di Francesco, che durante i saluti ai fedeli di lingua italiana, oltre al gruppo dei profughi siro-iracheni residenti in Italia, ha salutato “i preti, le suore e i laici provenienti dal Myanmar e dal Bangladesh, che sono qui presenti per restituire la mia recente visita nei loro paesi di origine. Grazie!”. Salutando, poco prima, i fedeli polacchi, il Papa si è rivolto in particolare “a coloro che si sono impegnati per donare e portare in piazza San Pietro questo bellissimo albero di Natale. Grazie tante!”. “Domenica prossima in Polonia si celebrerà la Giornata di preghiera e di aiuto alla Chiesa dell’Est”, ha ricordato inoltre Francesco: “Affido a Dio quest’opera, segno della sollecitudine per il sostegno dei fedeli e dei pastori dei Paesi confinanti”. Non è mancato un saluto ai genitori dei bambini affetti da leucemia o tumore, così come agli imprenditori cattolici italiani e gli Amici di Raoul Follereau Italia.

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