60° Trattati Roma: Antonetti (Istituto Sturzo), “l’Unione europea mostra nella sua struttura crepe e limiti sempre più evidenti”

L’ascesa di partiti populisti ed euro-scettici, il voto del popolo britannico che ha scelto di uscire dall’Unione europea, la crisi catalana e le nuove divisioni tra Stati europei. Sono questi i temi al centro del convegno promosso dall’Istituto Sturzo, che si è tenuto questa sera a Roma a conclusione dell’anno delle celebrazioni per i sessant’anni dei Trattati di Roma. Punto focale del seminario è stato il futuro dell’Europa, con lo sguardo rivolto al processo di integrazione all’interno degli scenari di crisi attuale. “Nel nostro Continente sta scomparendo quel sentimento europeista che ha contrassegnato intere generazioni, unite in un percorso comune per garantire la pace comune”, ha detto il presidente dell’Istituto Sturzo, Nicola Antonetti, aprendo i lavori del convegno. “Tutta l’Unione europea – ha aggiunto Antonetti – mostra nella sua struttura crepe e limiti sempre più evidenti, anche per quanto riguarda la forma di governo”. Su posizioni simili si è espressa anche Lorenza Violini, docente di diritto costituzionale alla Statale di Milano. “Occorre il coinvolgimento dei cittadini comuni per risollevare le sorti dell’Europa – ha affermato Violini – considerato anche che per modificare i Trattati europei occorrono procedure molto lunghe che richiedono grande pazienza”. Secondo la docente, è necessario “ricostruire una cultura sia giuridica sia politica, se si intende davvero far progredire l’Europa”. Ma occorre anche “riscoprire un modello di concetto e di valori che permetta di uscire dalla deriva prodotta dai populismi”.

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