Papa Francesco: messaggio Giornata mondiale vocazioni, non restiamo “affacciati alla finestra”, “la vocazione è oggi”

“Anche oggi abbiamo tanto bisogno del discernimento e della profezia; di superare le tentazioni dell’ideologia e del fatalismo e di scoprire, nella relazione con il Signore, i luoghi, gli strumenti e le situazioni attraverso cui egli ci chiama”. Così il Papa, nel messaggio per la Giornata mondiale per le vocazioni, attualizza il messaggio dei profeti, inviati – come noi – “al popolo in situazioni di grande precarietà materiale e di crisi spirituale e morale, per rivolgere a nome di Dio parole di conversione, di speranza e di consolazione”. “Come un vento che solleva la polvere – l’immagine scelta da Francesco – il profeta disturba la falsa tranquillità della coscienza che ha dimenticato la Parola del Signore, discerne gli eventi alla luce della promessa di Dio e aiuta il popolo a scorgere segnali di aurora nelle tenebre della storia”. Per questo, “ogni cristiano dovrebbe poter sviluppare la capacità di ‘leggere dentro’ la vita e di cogliere dove e a che cosa il Signore lo sta chiamando per essere continuatore della sua missione”. “La gioia del Vangelo, che ci apre all’incontro con Dio e con i fratelli, non può attendere le nostre lentezze e pigrizie; non ci tocca se restiamo affacciati alla finestra, con la scusa di aspettare sempre un tempo propizio; né si compie per noi se non ci assumiamo oggi stesso il rischio di una scelta”, il triplice monito del Papa: “La vocazione è oggi! La missione cristiana è per il presente! E ciascuno di noi è chiamato – alla vita laicale nel matrimonio, a quella sacerdotale nel ministero ordinato, o a quella di speciale consacrazione – per diventare testimone del Signore, qui e ora”, perché “Gesù ci assicura che Dio continua a ‘scendere’ per salvare questa nostra umanità e farci partecipi della sua missione. Il Signore chiama ancora a vivere con Lui e andare dietro a Lui in una relazione di speciale vicinanza, al suo diretto servizio”. “E se ci fa capire che ci chiama a consacrarci totalmente al suo Regno, non dobbiamo avere paura!”, l’appello a chi sente questa speciale vocazione: “È bello – ed è una grande grazia – essere interamente e per sempre consacrati a Dio e al servizio dei fratelli. Il Signore continua oggi a chiamare a seguirlo. Non dobbiamo aspettare di essere perfetti per rispondere il nostro generoso ‘eccomi’, né spaventarci dei nostri limiti e dei nostri peccati, ma accogliere con cuore aperto la voce del Signore. Ascoltarla, discernere la nostra missione personale nella Chiesa e nel mondo, e infine viverla nell’oggi che Dio ci dona”.

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