Chiesa e disabili: de la Taste (Cef), una “pedagogia dei cinque sensi”

Per Isabel de la Taste, del Service national de la Catéchèse déléguéé aux pédagogies pour l’handicap (Conferenza episcopale francese – Cef), le persone con deficit intellettuale “non hanno accesso all’intelligenza concettuale ma possiedono un’intelligenza concreta: tutto ciò che per loro ha senso passa attraverso informazioni sensoriali”. Per questo, l’itinerario messo a punto per condurle verso l’Eucaristia si fonda su una “pedagogia dei cinque sensi”. La liturgia della Messa – spiega al Sir – “è piena di stimolazioni sensoriali”. Sono i catechisti, per primi, “a dover riscoprire la loro capacità di percezione sensoriale mettendo in stand by il pensiero astratto”. Anzitutto visitando la propria chiesa come se fosse la prima volta: osservarla dall’esterno, valutare la facilità di ingresso, il senso di accoglienza, la lunghezza della navata, le zone di luce e d’ombra. E ancora, per comprendere meglio come le persone con disabilità mentale vivano la Messa, soffermarsi sui gesti del sacerdote, sul profumo dell’incenso, sui movimenti dei fedeli in piedi, seduti, in ginocchio. Spiega l’esperta: “Ciò che viene sperimentato attraverso i sensi stimola la parte affettiva e si imprime a livello cognitivo mentre la ritualità liturgica permette di percepire gradualmente il senso del sacro”. Video in lingua dei segni per sordi, Vangeli tattili per ciechi, pittogrammi specifici per disabili mentali per raggiungere e “accompagnarle nel cammino di maturazione della vita cristiana con linguaggi adatti alla situazione di ciascuno”. Strategico il ruolo delle famiglie, accolte, incoraggiate e coinvolte in ogni tappa del percorso.

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