Natale: mons. Santoro (Taranto), “testimoniare la nuova dignità dei figli di Dio nella custodia dell’ambiente e nella difesa di un lavoro degno”

È un invito a “ostinarsi nella speranza”, perché “a partire dagli ultimi il mondo cambia”, quello racchiuso nel messaggio per il Natale dell’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, che indica il compito dei cristiani: “Testimoniare la nuova dignità dei figli di Dio nella custodia dell’ambiente, della casa comune e nella difesa di un lavoro degno, particolarmente per i giovani”. Un impegno da condurre anche nella preghiera “dell’uomo a che Dio gli diventi davvero compagno ed esperienza nel nostro quotidiano”. “Il Bambinello ci scomoda, disorienta e cambia la lettura della storia, imprime un movimento nuovo alle nostre azioni e ci fa volgere verso ciò che gli uomini scartano, che non notano nemmeno”, sottolinea mons. Santoro. “È in una periferia dimenticata, nel non luogo per una festa come può essere una stalla che si dischiude lo stupore per il mondo intero”. L’arcivescovo chiede attenzione per una “dimensione fondamentale” del Natale che “è quella della gratuità”. “La gioia del Natale, infatti, nasce da un dono gratuito che non viene da noi, ma da un Altro. È amore puro, donazione agli altri”, aggiunge. “Il Natale che non richiama e vive la solidarietà, è vuoto, triste e lascia amarezza e insoddisfazione. Ecco perché il Natale è la festa del bambino e del povero, del debole, di coloro attendono il dono e volentieri lo condividono”. Il presule parla del Natale come di una provocazione, perché “non viene per mettere tra parentesi i problemi e le sfide. La vicenda della famiglia Nazareth non narcotizza la vita ma scopre tutti i nervi di un mondo che non si accorge e non si cura di due sposi che aspettano un bambino e non hanno dove andare”. “La storia di Gesù è vera – aggiunge mons. Santoro -, come quella delle nostre famiglie, dei nostri bambini, dei precari come Giuseppe, delle donne colpite nel momento di maggiore fragilità come quello di quando si diventa mamme”.

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