Natale: card. Bassetti (Perugia-Città della Pieve), “Gesù nasce tra i poveri e gli emarginati del nostro tempo”

“Noi abbiamo bisogno di questo Natale per riempire tanti vuoti e forse tante angosce, che albergano nel nostro cuore e nella nostra vita”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, durante l’omelia della celebrazione eucaristica, che ha presieduto nella notte di Natale nella cattedrale di san Lorenzo. Come per la Sacra Famiglia di Nazareth, ha ricordato il cardinale, “non c’era posto nell’albergo, né in nessun’altra casa, così oggi a chi cerca un alloggio, un lavoro, al giovane smarrito, arriva la risposta: ‘qui non c’è posto’. Non c’è posto nel mondo del lavoro, nelle stanze della politica, che rischia di ripiegarsi su se stessa, piuttosto che servire il bene comune, che è il bene di tutti”, ha aggiunto. “Non c’è posto per Lui, là dove si giocano i destini economici del mondo. C’è poco posto per Cristo nel mondo e c’è poco posto per i poveri. Non c’è posto per il Signore in tante case, perché per molti Dio è un inquilino scomodo”. Il cardinale si è poi chiesto “dove nasce Gesù in questo 2017”. “Anche oggi, forse, dovrai trovarti un posto nel campo dei pastori, tra i poveri e gli emarginati dal nostro tempo. È lì che nascerai: nelle camere dove c’è un ammalato, negli spazi di solitudine di tanti anziani abbandonati e privi di affetto, tra le file dei disoccupati, nelle carovane dei ragazzi distrutti dalla droga. Nascerai Gesù tra i profughi che ieri sera (23 dicembre, ndr) sono arrivati attraverso un corridoio umanitario”. Infine, il card. Bassetti, prima di deporre il Bambinello nel presepe allestito nella cappella di sant’Anello, in cattedrale, ha augurato “buon Natale” ai fedeli presenti e, in particolare, a “quelle famiglie dove quest’anno è nato un bambino, perché il Natale è la festa dei più piccoli, e a tutte quelle coppie di fidanzati che si sono unite in matrimonio”. Un altro pensiero il porporato l’ha riservato “a tutti i luoghi della sofferenza, dove manca il lavoro e la casa, dove vivono gli anziani, i malati e i detenuti”, “luoghi che non possiamo dimenticare mentre Dio è venuto sulla terra per esprimere a tutti il suo amore”.

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