Natale: mons. Semeraro (Albano), “scegliere il versante della povertà e della fragilità”

“Nel Natale c’è il mistero dell’immensamente grande contenuto dall’enormemente piccolo: Gesù, il figlio unico di Dio, in una mangiatoia. Il mistero è soprattutto qui”. Lo ha detto il vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro, nell’omelia della celebrazione eucaristica nella notte di Natale, che ha presieduto in cattedrale. Il presule ha sottolineato il “capovolgimento dei ruoli” del creatore che si è fatto creatura, richiamando le parole di sant’Efrem. “Questa inversione ci provoca a scoprire la ‘verità’ del Natale ed è qui: ciò che veramente fa crescere non sono la ricchezza, l’esibizione, la potenza, la forza ma, paradossalmente, la povertà, la nudità, l’insicurezza, la fragilità”. Secondo mons. Semeraro, “scegliere questo versante dell’umanità vuol dire collocarsi su quella sua parte ch’è, alla fin fine, la più vera e la più sincera”. “La fragilità umana – ha aggiunto – ha una sua forza e l’immagine del presepe ci chiede di scoprirla e di valorizzarla”. Ed è proprio la fragilità che “riesce a rifare l’uomo; la potenza, invece, lo frantuma”. Il “modo di relazionarci”, di stare gli uni con gli altri, a suo avviso, orienta “la possibilità di entrare nel mistero del Natale”. “Se abbiamo il delirio di potenza, non riusciamo a entrare nella debolezza; se ci rode la brama di possedere, non riusciamo ad amare i poveri e la loro povertà; se facciamo delle nostre certezze una fortezza, non riusciamo a dialogare con l’altro”. “Anche ora, quando non si fa posto a Gesù – ha concluso il vescovo -, Egli va altrove. Se però gli troviamo un posto nel nostro alloggio, Egli entra e dimora con noi”.

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