Natale: mons. Giudice (Nocera-Sarno), “a Betlemme ritrova il significato della vita e anche della morte”

“La notte di Natale a Betlemme Dio si è fatto uomo, cioè ha voluto condividere dell’uomo, dell’umanità, tutta la storia eccetto il peccato. Dalla notte di Natale una luce è brillata nella storia, per questo l’umanità è sempre in cammino verso Betlemme, perché a Betlemme ritrova il significato della vita e anche il significato della morte”. Lo dice mons. Giuseppe Giudice, vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, nel messaggio video e audio rivolto alla diocesi per Natale, pubblicato stasera sul sito della diocesi e sui suoi canali social. “Se guardiamo intorno a noi con uno sguardo non di fede potremmo dire ‘dov’è il Natale, dov’è il Signore?’. L’indicazione che ci viene dalla fede, che ci viene dalla liturgia che attualizza il mistero, è proprio questa sottolinea il presule -: tutti dobbiamo passare per Betlemme, perché a Betlemme c’è una grotta angusta, a Betlemme è sporco il fango, è sporca la paglia, però su quella paglia, in quella grotta angusta, scende la luce del Signore, il verbo si fa carne. Per questo motivo, se nella nostra vita ci sono sofferenze, ci sono motivi di lutto e di difficoltà, non dimentichiamo mai che Gesù è passato per Betlemme”. Il vescovo sottolinea: “Il mistero del Natale è questo andare a Betlemme. Andiamoci come i pastori, andiamoci con il cuore di Maria, andiamoci con il silenzio di Giuseppe. A Betlemme abbiamo ricevuto un dono che è il Figlio di Dio, per questo nel giorno di Natale ci scambiamo gli auguri, ci scambiamo i doni, ed è bello che la famiglia si ritrovi intorno alla tavola del Natale”. Di qui l’auspicio: “Come sarebbe bello se nel giorno di Natale, alle nostre tavole, si potesse sedere un povero, uno straniero, uno che è solo, uno che è in difficoltà”. E a chi gli chiede dove cercare gli ultimi, mons. Giudice risponde: “Guarda bene sul tuo pianerottolo, guarda nel tuo cortile, guarda nel tuo quartiere, guarda nel tuo cuore e troverai Gesù che ancora si nasconde nel volto di quel povero. Ecco c’è stato dato un figlio: un figlio si accoglie, un figlio si ama, questo Figlio è il principe della Pace”. Da quando “la Parola si è fatta storia e Dio cammina con noi – conclude -, non siamo più soli, non siamo senza figli, non siamo abbandonati: un bambino è nato per noi, questo Bambino è il Figlio di Dio”.

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